Biennale Danza 2016. Baratta e Sieni presentano la X edizione

10. Festival Internazionale di Danza Contemporanea

Paolo Baratta e Virgilio Sieni - Ph. Andrea Avezzù

Nel presentare il X Festival della Danza Contemporanea (dal 17 giugno al 26 giugno 2016), il Presidente Baratta parte dalla traduzione concettuale del Logo della Manifestazione: “Senza il mio corpo lo spazio nemmeno esisterebbe“, da interpretare come l’esaltazione della fisicità quale continuità creativa ed esplosione di nuove scoperte nel dialogo con ciò che ci circonda in spazi chiusi e aperti. Un dinamico linguaggio della danza con l’armonico contatto dell’ambiente architettonico, con la gente che lo popola, con i suoni e il flusso che lo anima.

La Biennale deve captare tutte le fiaccole dell’interpretazione moderna della danza, non inaridirsi nel passato e nelle sue pur consacrate innovazioni. Nulla è stabile e dogmatico nell’arte. Ora il concetto innovativo della danza aperta alla architettura nella sua accezione più esaustiva conduce inevitabilmente alla partecipazione di tutti, al loro appassionato coinvolgimento. Si attuano così le strutture danzanti nello spazio.

L’acquisizioni di nuove dimensioni, nella continua creazione di nuove espressioni, liberandosi da ogni condizionamento del quotidiano. Questa interpretazione della danza la rende vitale, purificandola dalla staticità del formalismo. Lo sbocco inevitabile della danza sarà il suo coinvolgimento totale in tutte le altre espressioni artistiche iniziando dalla architettura, alla musica, alla estetica, alla poesia e all’esaltante ispirazione pittorica. La danza sin dalle origini ci impone di necessità di trasfigurare il meraviglioso gesto quotidiano.

Paolo Baratta e Virgilio Sieni - Ph. Andrea Avezzù
Paolo Baratta e Virginio Sieni – Ph. Andrea Avezzù

Qui si sfocia nel cerchio umanissimo di una nuova etica che assume la danza: nel confronto con la fragilità dei corpi degli altri ci si avvia inevitabilmente alla comprensione e alla tolleranza, all’accoglienza e all’amore più altruistico e in più si affina la necessità di un miglioramento dell’abitare insieme e alla dignitosa convivenza. Il Festival è l’occasione per richiamare i maestri, invitandoli a immergersi in questo studio continuo dello stare e nel vivere  nell’agorà.

Venezia ospiterà 25 danzatori e coreografi della scena contemporanea, autori di 32 titoli, di cui 9  saranno presentati in prima mondiale e altrettanti in prima per l’Italia. Gli spettacoli si snoderanno ciclicamente all’interno della città dalla tarda mattinata a sera.

Le figure attese più rappresentative della danza contemporanea sono Maguy Marin, Leone d’Oro alla carriera 2016, Trisha Brown, Anne teresa De Keersmaeker, Anna Boriello, Thomas Hauert con la sua Compagnia Zoo.

Baratta indugia a illustrare i percorsi formativi della Biennale College, vero fondamento della manifestazione per il perpetuarsi, attraverso nuovi allievi, di quest’arte secolare e raffinata. Più di cento giovani danzatori selezionati attraverso un bando internazionale presenteranno (assieme a un cast di 70 tra adolescenti, anziani e cittadini) 13 brevi spettacoli.

Il direttore Sieni ripercorre  gli stessi temi che sono stati fondamentali della sua pedagogia artistica durante il suo quadriennio: continua ricerca, viva e convinta partecipazione con il mondo esterno in cui si agisce, spontaneità nella trasmissione di quest’arte intrisa di umanità, sfruttando ogni equilibrio dell’agire e del sentire personale e sociale. Attraverso le relazione e l’esperienza di tutte le arti si ricupera e si crea un dialogo fra esse e il territorio per una nuova ricerca linguistica e spirituale.