In Black Out 2022, terzo e ultimo di tre corti-prequel che raccontano alcuni eventi preliminari di Blade Runner 2049, realizzato sotto forma di anime da Shinichiro Watanabe, viene narrato un episodio chiave, quello, appunto, del black out. 10 giorni di buio che hanno danneggiato irreparabilmente i dati, disponibili nel 2049 solo in versione analogica.

E infatti l’agente K (Ryan Gosling) della Polizia di Los Angeles per venire a capo di un caso, non può affidarsi solo alle ultra moderne forme di investigazione della sofisticata rete internet, ma è costretto a indagare, girando per le strade, di archivio in archivio… Il suo capo (Robin Wright) gli ha affidato una missione come tante: trovare un vecchio modello di replicante ribelle ed eliminarlo. Ma K scopre un segreto che rischia di sovvertire il sistema e gettare nel caos quello che resta della società, dove c’è un muro a separare esseri umani e replicanti. Mentre indaga, per eliminare ogni traccia, l’agente K si mette in cerca di un ex cacciatore di replicanti, il blade runner Rick Deckard (Harrison Ford), sparito nel nulla da trent’anni.

Da sinistra, Harrison Ford, Ryan Gosling, Denis Villenueve

Denis Villeneuve dirige una sceneggiatura di Hampton Fancher e Michael Green, da una storia di Fancher, basata sui personaggi del romanzo Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?) scritto nel 1968 di Philip K. Dick.
Blade Runner 2049 segna la terza collaborazione, dopo Sicario Prisoners, tra Villeneuve e il direttore della fotografia Roger Deakins, a cui noi assegniamo direttamente un Oscar: il nostro Oscar personale per immagini che a dir poco tolgono il fiato.

Denis Villenueve è riuscito nell’impossibile. Non ha creato un suo futuro, ma è partito dal 2019 per arrivare a creare il mondo del 2049. Il Blade Runner firmato da Ridley Scott nel 1982, pietra miliare di un genere visionario tra il noir, la fantascienza e l’esistenzialismo, ha segnato generazioni, con la sua disopia spirituale e profonda sull’io, sul destino, sull’esperienza, sul senso della vita e della morte. Nemmeno Scott, mentre lo girava, si era reso conto della portata innovativa, romantica, seducente e spaventosa di Blade Runner.

Siamo nel 2049, il livello del mare è aumentato, la qualità dell’aria è peggiorata e Los Angeles è un mucchio di rottami (San Diego è letteralmente una discarica). Ma a parte questo, il mondo non è cambiato molto in 30 anni, l’umanità sempre è in preda a un decadimento urbano ed ecologico. Quasi nessuno ha mai visto un albero dal vivo.
Villenueve è riuscito a sviluppare la malinconia solitaria di Scott, a prendere quelle domande che il film si poneva sugli eterni dilemmi dell’essere umano e renderli contemporanei e maturi per i tempi che affronta. “Che cosa definisce un essere umano?”; “Chi siamo e dove siamo diretti?”; “Un replicante fatto a immagine di un uomo perché non potrebbe essere definito umano anche lui?Perché non è stato un figlio messo al mondo, amato, voluto?”; “E’ corretto sostenere che l’anima abbia un’intrinseca natura esclusivamente umana?” Queste sono la domande che il regista Denis Villeneuve pone, interrogando lo spettatore anche sul valore e sui valori dell’umanità.

Rispetto al 2019 c’è stata quell’inevitabile evoluzione tecnologica. La Tyrell, ditta produttore dei replicanti, è fallita ed è stata acquisita dal creatore, imbevuto di fede e potere, Niander Wallace (Jared Leto). I replicanti sono stati perfezionati e resi più obbedienti del primo prototipo, anche i ricordi che il creatore ha innestato nel loro cervello sono quanto mai reali, ma sono sempre schiavi degli umani nelle colonie extra-mondo. Il progresso, come dicevamo, non ha cancellato le domande esistenziali che le creature si pongono.
Ed è proprio attraverso il personaggio dell’agente K che si esprimono molti dei quesiti. Il regista ha dedicato tempo a K e alla ricerca che compie per stabilire la propria identità e l’origine delle proprie emozioni, vere o sintetiche?
Blade Runner 2049
merita almeno una seconda visione per riuscire a cogliere la sua complessa portata. E’ un lavoro preciso, visivamente emozionante, tecnicamente è un’esperienza vivida. Non si possono e non si devono fare paragoni infantili con il film di Scott.

Titolo originale: Blade Runner 2049
Nazione: U.S.A.
Anno: 2017
Genere: Fantascienza
Durata: 152′
Regia: Denis Villeneuve
Cast:  Ryan Gosling, Harrison Ford, Robin Wright, Mackenzie Davis, Ana de Armas, Jared Leto, Dave Bautista, Barkhad Abdi, Sylvia Hoeks, Lennie James, Hiam Abbass, David Dastmalchian
Produzione: Alcon Entertainment, Columbia Pictures, Thunderbird Films, Warner Bros.
Distribuzione: Warner Bros Italia
Data di uscita:
05 Ottobre 2017 (cinema)