Pauline (interpretata da Emile Dequenne, già Rosetta per i fratelli Dardenne) fa l’infermiera a domicilio in un distretto minerario nel nord della Francia; madre single di due figli non ancora adolescenti, si occupa anche di suo padre, un ex metalmeccanico comunista. Devota al lavoro e amabile, è stimata dai suoi pazienti, soprattutto anziani e immigrati, che contano su di lei.

Come quasi tutti i suoi amici, anche Pauline si trova ad affrontare una realtà sociale sempre più dura e così approva ideologie che la sua famiglia mai avrebbe accettato. Nel frattempo un partito nazionalista, guidato da una bionda leader, che riscuote favori a suon di slogan populisti, n cerca di rispettabilità, o meglio di ripulirsi apparentemente da immagini e azioni violente, propone a Pauline la candidatura a sindaco. L’infermiera francese risponde alle esigenze di immagine che il partito cerca.

Il partito entra in allarme quando la sua punta di diamante inizia a frequentare l’allenatore di calcio di suoi figlio, suo ex compagno di liceo, membro di violente ronde xenofobe paramilitari, posizioni da cui il rinato fronte nazionale cerca di prendere le distanze.
Pauline, ignara di tutto, si trova in qualcosa più grande di lei.

Il decimo lungometraggio di Lucas Belvaux si serve di una storia di fiction per raccontare la realtà, spaventosa, di quello che sta succedendo in Francia. Questo film si basa sul libro Le Bloc di Jérôme Leroy scrive la sceneggiatura insieme al regista.
A Casa Nostra è un film essenziale, preciso. Senza una sbavatura racconta il raggiro, l’ingenuità tradita, la trasformazione della solitudine in rancore e della paura in odio. Pauline è tutte le persone di buon nome che scivolano dentro le spire di un populismo furbo che mette le persone l’una contro l’altra.

A Casa Nostra significa che non è “loro”, non è di quelli che non sono francesi. Per coprire le vere intenzioni del partito è sufficiente cambiare alcuni vocaboli del loro dizionario sempre razzista.
Non riusciamo a comprendere come mai non abbiamo smesso di fare film così puntuali, che riescono a dire tutto lasciando un sensazione di vertigine.
Belvaux offre immagini dentro le quali rispecchiarsi e intravedere un futuro.
Ancora prima di uscire in sala il film ha suscitato aspre critiche da parte del partito di Marine Le Pen. Un motivo in più per vederlo.