Cineforum Labirinto presenta in anteprima regionale Poesia Sin Fin di Alejandro Jodorowsky

Venerdì 12 Gennaio, alle ore 21.00, nella splendida cornice del palazzo storico Ca’ dei Ricchi a Treviso, Cineforum Labirinto, in collaborazione con TRA – Treviso Ricerca Arte e Mescalito Film, presenta in anteprima regionale la nuova opera cinematografica del maestro cileno Alejandro Jodorowsky, Poesia sin fin. Presentato nella Quinzaine di Cannes 2016, l’ultimo film di Jodorowsky è la prosecuzione del racconto giocoso e caricaturale della sua esistenza iniziato con La danza della realtà (2013), cronaca dell’infanzia cilena del regista.

All’inizio degli anni Cinquanta, Alejandro Jodorowsky ha vent’anni e, grazie alla folgorazione avvenuta leggendo le composizioni di Garcia Lorca, ha intimamente deciso di diventare poeta contro il parere del padre che lo sogna medico, ricco e borghese. Intrappolato nell’ennesima riunione di famiglia, recide (letteralmente) l’albero genealogico e trova riparo in una comune di artisti avanguardisti per coltivare finalmente il desiderio ardente. Ispirato dai più grandi maestri della moderna letteratura Latino Americana (Enrique Lihn, Stella Díaz, Nicanor Parra) e immerso nella sperimentazione poetica, Alejandrito comincerà la sua rivoluzione culturale con audacia e passione.

Poesia sin fin racconta il primo e dirompente contatto di Jodorowsky con il mondo della poesia e dell’arte dei tarocchi attraverso un viaggio introspettivo che pesca ancora una volta nella biografia e nell’universo fantasmatico e visionario del regista cileno di El Topo (1970) e La Montagna Sacra (1973), a cavallo tra surrealismo ed esperienza psicomagica. Impreziosito dalla fotografia  di Christopher Doyle (In the mood for love, 2046, Lady in the water), che si sposa alla perfezione con le immagini della fervida immaginazione del cineasta cileno, e interpretato per lunghi tratti dal figlio Adan Jodorowsky, l’ultimo film del cineasta sudamericano è un’opera generosa in cui Jodorowsky inventa e reinventa un altro cinema, personale, libero, senza limiti, abitato da creature fantastiche che sembrano fuggite dall’immaginario felliniano e capace di commuovere con i suoi suggestivi trucchi naif.