In più di ottant’anni di mostra del cinema, di look da red carpet bizzarri se ne sono visti tanti, dai più sofisticati ai più casual. Un’interpretazione tutta sua del casual look sembra averla data l’attore Corrado Sassi, che ieri ha calcato il tappeto rosso veneziano di corsa sfoggiando un costume da bagno e nient’altro. Con lui, in abiti leggermente più convenzionali, la regista Rä Di Martino e il resto della delegazione di Controfigura, film italiano presentato nella rassegna Cinema nel Giardino.

In questa breve e surreale pellicola Sassi interpreta una controfigura impegnata a Marrakech con i sopralluoghi per le riprese di un grande film italiano, The Swimmer, il remake di una pellicola americana con protagonista un uomo che attraversa la strada di casa nuotando lungo le piscine di amici e conoscenti. Sul set aleggia però un’atmosfera surreale, dovuta un po’ a un copione insolito (quello di The Swimmer) che sembra fondersi con i dialoghi e le vicende dei membri della troupe, un po’ per le continue incursioni dei capricciosi e irrequieti protagonisti del film che si accingono a girare, vale a dire Valeria GolinoFilippo Timi Nadia Kounda (tutti interpreti di una versione caricaturale e sopra le righe di sé stessi).

Sentendo parlare per la prima volta dei compiti di una controfigura professionista, figura incaricata di muoversi o stare fermo sul set e tra le scenografie per testare luce e fotografia al posto di un’attore della stessa statura e corporatura (non lo stuntman ma bensì quello che gli anglosassoni chiamano stand in, per intendersi), una delle reazioni logiche potrebbe essere quella di chiedersi “ma perché non può farlo l’attore stesso?”. Ci piace immaginare che l’idea per questo breve (appena un’ora e un quarto) ma delizioso Controfigura venga proprio da questa ingenua ma lecita domanda.

Il protagonista è un uomo che sta attraversando una profonda crisi di identità, un uomo di mezza età che esiste professionalmente in quanto ombra di altri uomini che a loro volta non sono loro stessi ma si trovano a interpretare personaggi che a volte gli somigliano a volte no, creando una confusione identitaria non indifferente. E la Di Martino è bravissima nel restituire questo senso di incertezza attraverso un’atmosfera nebbiosa, surreale e a tratti grottesca, immergendo i protagonisti in un non-luogo come quello dei lussuosi quartieri residenziali della città marocchina, dove le ville più lussuose e le piscine più vaste sono incastonate in un desolato paesaggio desertico, quasi a sembrare fuori posto. E fuori posto sembrano le grandi star del film (sia di Controfigura che di The Swimmer), con cui l’autrice decide di giocare attraverso gli stereotipi (per altro non sempre così distanti dalla realtà) delle grandi stelle del cinema. Controfigura è insomma un curioso e divertente esperimento che parla dell’assurdità di un mondo, quello del cinema, in cui finzione e realtà si mescolano in continuazione.