Il thriller da mettere in valigia e leggere in aereo o sotto l’ombrellone o tra i valichi delle montagne o anche per favi dimenticare un’estate in città.
E’ uscito il terzo, e ultimo, capitolo, l’epilogo della trilogia dedicata alle indagini romane del commissario Enrico Mancini scritta da Mirko Zilahy.

Dopo aver analizzato il tema della giustizia nei luoghi della Roma post-industriale in È così che si uccide e il rapporto tra realtà e illusione muovendosi tra la mitologia greca e l’arte classica in La forma del buio, Mirko Zilahy con Così crudele è la fine esplora la multiforme idea dell’identità attraverso l’ultima battaglia col male del suo commissario Enrico Mancini.

Roma, i suoi miti, le sue strade, i suoi labirinti, i suoi segreti, la sua storia eterna e un commissario che sta facendo i conti con il suo passato sempre presente si affrontano in una serie di efferati omicidi. Mancini con la sua squadra si metterà sulle tracce di un serial killer anomalo che gioca spietatamente con i suoi fantasmi torbidi e con le sue vittime.
Il lettore è trascinato dentro le indagini grazie a una scrittura espressiva che sa sorprendere fino all’ultima pagina.

Mirko Zilahy, Così crudele è la fine, Longanesi 2018, pp 420, € 18,60