Se il sodalizio tra la Marvel e Netflix si avvia quest’anno a festeggiare il secondo anniversario (era infatti il 2015 quando sulla piattaforma streaming veniva pubblicata la prima serie a marchio Marvel, Daredevil) il “matrimonio” non solo non sembra attraversare alcun tipo di crisi ma anzi, le news sui nuovi progetti di questa fortunata accoppiata continuano ad affollare i siti specializzati.

La più importante è sicuramente l’annuncio di una serie crossover di 8 episodi, The Defenders, che farà incontrare personaggi e vicende delle tre serie che Marvel ha prodotto per la nota piattaforma, appunto Daredevil, Jessica Jones e Luke Cage. Aspettando questo ambizioso progetto, ancora senza una data di uscita precisa ma previsto entro la prima metà del 2017, ne approfittiamo per dare un’occhiata al primo prodotto di questa fruttuosa collaborazione, ovvero la prima stagione di Daredevil.

Matt Murdock (Charlie Cox) è un giovane avvocato newyorkese, tornato nel suo quartiere di Hell’s Kitchen con l’amico e collega Foggy Nelson (Elden Henson) per aprire uno studio assieme. Dopo un incidente radioattivo da bambino, Matt ha perso la vista sviluppando però in modo eccezionale tutti gli altri sensi, poteri affinati e allenati con l’aiuto del misterioso mentore Stick (Scott Glenn). Murdock decide quindi di mettere i suoi poteri al servizio del suo quartiere, minacciato dal potente criminale Kingpin/Wilson Fisk (Vincent D’Onofrio) assumendo così l’identità del supereroe Daredevil. Ad aiutarlo di giorno come avvocato degli ultimi c’è la bella e intelligente segretaria Karen Page (Deborah Ann Woll), mentre la notte, a ricucire le ferite prese nei panni di Daredevil, c’è l’infermiera Claire Temple (Rosario Dawson). daredevil 1 cast

Come emerge anche solo dalla prima sinossi, il taglio che la Marvel ha voluto dare a questa serie (la prima per Netflix, la seconda in assoluto contando Agent of S.H.I.E.L.D. e Agent Carter) è completamente diverso rispetto ai popolarissimi cinecomics ispirati ai supereroi del noto brand. Daredevil è un eroe urbano, non vive in una caverna full-optional o in un palazzo ma in continuo contatto con gli abitanti di Hell’s Kitchen, e le vicende che riguardano lo squattrinato avvocato Matt Murdock, anche se prive di combattimenti mozzafiato e inseguimenti sui tetti, risultano comunque interessanti allo spettatore al pari delle avventure del personaggio quando indossa i panni del supereroe, anche se in modo diverso.

In generale poi, Murdock/Daredevil appare molto più vicino e simile allo spettatore medio rispetto al tipico protagonista cinematografico a marchio Marvel, sia per quanto riguarda la scelta di un superpotere che è soprattutto il frutto di un lunghissimo e paziente allenamento, sia per il modo in cui, nella vita di tutti i giorni, Murdock cerca di proteggere e difendere Hell’s Kitchen aiutando gli ultimi con la sua professione, esattamente come fa ogni notte nei panni di Daredevil avvalendosi di mezzi un po’ meno convenzionali.

E se da una parte sembra che i protagonisti Marvel guadagnino una caratterizzazione più completa una volta trasposti sul piccolo schermo, dall’altra anche i villain risultano più lontani dallo stereotipo. a Wilson Fisk e alle sue vicende personali viene dedicato un tempo insolitamente lungo per un genere, quello supereroistico, che tende a fare della generalizzazione del nemico come “male assoluto” il suo marchio di fabbrico.

d'onofrio fisk daredevil
Vincent D’Onofrio è Wilson Fisk

Fisk al contrario ha addirittura un episodio quasi totalmente dedicato non solo alla sua vita da spietato boss criminale, ma persino alla sua vita affettiva e al suo rapporto con l’altro sesso, il tutto per confezionare un personaggio che, anche grazie alla magistrale interpretazione di Vincent D’Onofrio, verrà difficilmente dimenticato dallo spettatore. Per quanto riguarda il comparto tecnico, sebbene sia ben evidente la differenza di budget rispetto alle produzioni cinematografiche dello stesso brand, regia e fotografia non lasciano certo a desiderare, con scene di combattimento mozzafiato dirette con attenzione: una su tutte il combattimento nel corridoio (paragonato da alcuni addirittura all’omologo combattimento nel film Oldboy) in cui una statica e lenta camera a mano si sposa perfettamente con una fotografia cupa e angosciante per rendere al meglio una scena di combattimento corpo a corpo, quattro contro uno.
In conclusione, per quando indirizzato a un pubblico che deve comunque apprezzare il genere supereroistico, la prima stagione di Daredevil si presenta come un prodotto godibile, ben curato e ben lontano dai clichè a cui ci hanno abituato i cinecomics Marvel.