Tratto dal romanzo di Les Standiford, sceneggiato da Susan Coyne e diretto da Bharat Nalluri, il film racconta aneddoti pochi conosciuti, non solo di Charles Dickens, ma soprattutto dell’ispirazione che ha avuto per scrivere l’immortale Canto di Natale.
Il successo del romanzo Oliver Twist porta il suo autore, Charles Dickens, in un tour anche in America. Ma dopo una serie di insuccessi letterari, il celebre autore inglese ha il disperato bisogno di quello che noi chiameremmo un best seller. Gli editori iniziano a perdere la fiducia in lui; e i loro anticipi sono necessari quando si ha un padre che spende senza pensare e una famiglia con figli piccoli da mantenere.

L’uomo che inventò il Natale racconta il processo creativo che ha portato alla creazione di Ebenezer Scrooge e dei fantasmi del Natale.
Assalito dal blocco dello scrittore e messo alle strette dai suoi editori, il trentunenne Dickens (1843) si aggrappa all’idea di un colpo sicuro: una storia di Natale. Con sole sei settimane per scrivere e pubblicare il romanzo in tempo per Natale, Dickens si chiude nel suo studio. Ed è allora che i suoi fantasmi personali gli fanno visita. Scrooge è un po’ Dickens stesso e un po’ un uomo d’affari senza cuore che incontra, Marley è un cameriere che l’autore ha conosciuto, il resto della storia è un’analisi che lui fa della sua vita, dall’infanzia non facile alla moglie che lo accusa di occuparsi più dei suoi personaggi che della famiglia, fino a una serie di situazioni in cui incappa.
Scrivere Il Canto di Natale diventa una terapia per l’autore che, un po’ come Scrooge, inizia a vedere le cose sotto una luce diversa.
Dickens – L’Uomo che inventò il Natale è quanto di più natalizio possa uscire nei cinema in questo periodo. Il volto di Dan Stevens primeggia in questo biopic dall’impostazione classicissima e molto letterale. Un film piacevole e interessante. Il regista rende tutto, dalla Londra vittoriana ai personaggi, come fosse un romanzo di Dickens stesso.