“Don’t Think Twice” di Mike Birbiglia

Il riso abbonda sulla bocca dei Newyorkesi?

Tra i Golden Globe appena assegnati e le nomination degli Oscar alle porte, siamo ufficialmente entrati nella awards season. Controllando le liste dei titoli dei film 2016 candidati ai principali premi cinematografici però, ci si accorge ben presto dell’assenza pressoché totale di film indipendenti. Non che si tratti di una novità, sia ben chiaro, ma tra i pochi pregi dell’anno appena trascorso c’era proprio quello di aver sfornato un numero non esiguo di interessanti pellicole indipendenti.

Tra queste possiamo sicuramente inserire Don’t Think Twice, secondo lungometraggio del comico statunitense Mike Birbiglia sul mondo dell’improv comedy, il genere teatrale di improvvisazione popolarissimo negli Stati Uniti, prima tappa nella carriera di alcuni degli attori comici più amati, da Will Ferrell a Jim Carrey.

Miles (Mike Birbiglia) è il direttore artistico de The Commune, una compagnia di improvvisazione teatrale che si esibisce settimanalmente in un piccolo teatro di Manhattan. Quando vengono a sapere dell’imminente chiusura del teatro in cui si esibiscono, gli altri attori della compagnia si mobilitano per cercare di dare una svolta alla propria carriera, primo su tutti Jack (Keegan-Michael Key), interessato a entrare nel cast dello sketch show Weekend Live (parodia ben poco velata del Saturday Night Live) assieme alla sua ragazza, l’insicura Samantha (Gillian Jacobs). Il film segue le vicende dei sei attori ultratrentenni membri della compagnia, tutti fotografati durante un periodo duro della propria vita, fatto di scelte e paura per il futuro, sempre accompagnati dalla grande passione per il teatro. 

Le drama comedy sulle vite non così comiche dei comici non sono una novità, anzi: tra biopic su comici tormentati come Man on the Moon e sceneggiature originali come Funny People, la biografia di un cabarettista depresso sembra essere diventata un genere a sé. Birbiglia però, che alla sua professione aveva già dedicato il suo primo lungometraggio Sleepwalk with Me, ha deciso di staccarsi da questo filone aggiungendo due elementi di novità.

Innanzitutto, Don’t Think Twice è uno dei primi film dedicati totalmente al mondo dell’improvvisazione teatrale, caro agli addetti ai lavori ma pressoché sconosciuto a gran parte del pubblico cinematografico; questo mondo poi, e qui sta l’altra novità, viene esposto allo spettatore attraverso personaggi che vivono l’improv comedy non da professionisti ma da dilettanti che devono conciliare la loro passione con i problemi di tutti i giorni.

Scegliendo di parlare di una disciplina come quella dell’improvvisazione teatrale, in cui sono fondamentali doti come la prontezza di riflessi e l’inventiva, ma anche l’alchimia con chi ci sta vicino e il gioco di squadra, Birbiglia riesce a proporre un azzeccato parallelo tra le disavventure di un gruppo di Young adults in un momento difficile delle loro vite e l’arte dell’improvvisazione.

Interessantissimi in questo senso i momenti in cui i personaggi reagiscono a un momento drammatico o comunque intenso improvvisando una scena come se fossero sul palco; emblematica in questo senso la scena in cui il gruppo va a trovare in ospedale il padre di Bill (Chris Gethard).

Mostrando una conoscenza profonda dell’argomento trattato (il film è in certi punti fortemente autobiografico), Birbiglia cerca di proporre allo spettatore le interessanti lezioni di vita che l’arte dell’improvvisazione può offrire. In conclusione, Don’t Think Twice è una commedia brillante, in grado di raccontare una storia di profonda amicizia in modo mai banale, e che meritava forse una distribuzione più attenta.