Emilio Vedova “De America”

Magazzini del Sale e Spazio Vedova, Venezia

Immergersi all’interno del grandioso spazio dei Magazzini del Sale si rivela sempre suggestivo ed ancor più lo è ritornare nella sede della Fondazione Vedova per ammirare le opere dell’artista.

Il percorso espositivo comincia nello “Spazio Vedova”, un tempo atelier dell’artista, e si conclude nel “Magazzino del Sale”, l’edificio dedicato alle mostre temporanee.

La prima sede ospita quattro imponenti opere realizzate negli anni ’90, caratterizzate da una forte sperimentazione nella ricerca dei materiali e da un profondo contenuto storico-politico. Due di questi lavori dai titoli dirompenti restano impressi nella mente evocando flussi di ricordi, immagini, pensieri: “Chi brucia un libro brucia un uomo” (1993) e “Tondo” (Golfo, Mappa di Guerra, 1991). Il primo ci appare come una struttura composita, osservabile da ogni lato, composta da materiali e tecniche diversi (idropittura, combustione, carta su legno e ferro), solcata da sovrapposizioni di colore bianco e nero inframezzate da alcune lettere, espressione di una gestualità materica che evoca i collages cubisti. Il secondo si presenta dal primo istante come una mappa della distruzione riempita da parole come  petrolio, razione, fame, mondo, popoli,…  scritte su una superficie intaccata da bruciature e da residui di fil di ferro. Le opere in questione nascono dalle sofferte meditazioni compiute da Vedova sulla Guerra del Golfo e dei Balcani.

La mostra “De America” allestita nel Magazzino del Sale si ricollega per forza espressiva ed intensità poetica a quella presentata nello Spazio-Vedova, ma compie un balzo spazio-temporale che ci riporta indietro nell’’America degli anni ’70.  L’esposizione mette insieme quattordici opere, di cui cinque “in machina” e nove ai muri ( cinque quadri vengono movimentati ogni ora da un meccanismo automatizzato progettato da Renzo Piano, che permette al visitatore di vedere i lavori spostarsi ed elevarsi dai comparti in cui sono inseriti allo spazio centrale dell’edificio). Le opere sono tutte di grandi dimensioni (2 m x 2), caratterizzate dal contrasto fra bianco e nero, popolate da segni incisivi ed irruenti capaci di evocare tracce silenziose di un’esistenza tormentata. Vengono ispirate da un viaggio intrapreso da Vedova con sua moglie nel ’73, volto a riscoprire l’America dopo i  primi contatti avuti con il paese negli anni ’50 e ’60. In questi lavori complementari, da guardare come un tutto, si riconoscono delle visioni pittoriche che fanno emergere elementi quali grattacieli, panorami urbani moderni, velocità, ritmo metropolitano, così come dei segnali più sottili volti a denunciare conflitti politi e sociali e guerre tra cui quella del Vietnam. Come geroglifici di antiche civiltà si sedimentano sulla superficie pittorica e nei nostri occhi facendoci riflettere sui drammi interiori e sugli scontri-incontri tra noi e ciò che ci circonda.

 

Emilio Vedova De America

Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

Magazzino del Sale e Spazio Vedova, Venezia

18 giugno – 26 novembre 2017