Esce il primo singolo di Javier Eduardo Maffei ed è subito in classifica

L'intervista all'ex sassofonista di Cesare Cremonini

È il primissimo singolo nella carriera di Javier Eduardo Maffei: “Smoke the cigarette” nasce in realtà un anno fa e, come tanti altri brani di Javier, è rimasto parcheggiato nel computer a decantare. Dal 27 settembre il sassofonista ha però dato avvio a un originale progetto che consiste nel lanciare un singolo ogni 27 del mese, fino al 27 febbraio 2017. Che cosa succederà in quella data? Se riuscirà ad arrivarci, entrerà nella fascia degli “enta”, quindi saranno 30 anni di vita compiuti. Per l’occasione, Javier raccoglierà tutti i singoli dei mesi precedenti nel suo primo disco LP.

I brani realizzati saranno lo specchio dell’essere più intimo dell’artista e non seguiranno logiche di mercato, affinché il pubblico possa conoscere il musicista come realmente è, senza i filtri del marketing. 

“Smoke the cigarette” è uscito da pochissimo ma è già in classifica. Per Javier si tratta della prima esperienza di pubblicazione in tutto il mondo (242 paesi) sui principali digitali download (iTunes, Amazon, etc). Il pezzo, timone del progetto di creazione dell’LP, è iniziato con un messaggio forte e diretto dedicato a tutte le persone che si trovano a un bivio non sapendo che decisione prendere. Citando Steve Jobs, Javier afferma: “Siate affamati, siate folli“.

Per l’occasione NonSoloCinema è tornato a intervistarlo.

NSC: Javier tu hai alle spalle già una splendida carriera nonostante la giovane età. Ci vuoi ricordare le tappe più importanti del tuo percorso musicale fino ad oggi, e spiegarci come mai hai atteso tanto a pubblicare un tuo personale singolo?

JM: “I momenti che hanno segnato la mia carriera musicale sono stati tanti; tra i più significativi cito senza dubbio l’aver suonato insieme a un’icona batteristica mondiale come Dennis Chamber (attuale batterista di Santana), mentre la seconda esperienza emozionante è stato suonare con un mito del funk mondiale quale Fred Wesley, trombonista statunitense di Ray Charles, James Brown e tanti altri. Queste fantastiche situazioni mi sono capitate grazie a Marcello Sutera, un bassista di Cervia con il quale poi ho inciso il mio primo singolo.

Altre tappe da non dimenticare: il tour “La teoria dei colori” di Cesare Cremonini, dove ero sassofonista e corista. Con lui ho avuto la possibilità di salire sul palco dell’Arena di Verona davanti a 12.600 persone. Attualmente, invece, un lavoro molto gratificate è la collaborazione con Mogol che riguarda l’Opera Moderna “La Capinera”, scritta insieme a Gianni Bella sul libretto di Fulcheri.

Venendo al mio primo singolo, non esiste un reale motivo per cui io abbia atteso così tanto tempo. In realtà esso è il prodotto di una serie di tristi eventi che da due anni a questa parte non mi lasciano in pace, tra cui la perdita di mia madre e problemi lavorativi che mi hanno distrutto emotivamente. Stanco di tutto ciò, ho deciso di iniziare un mio personale progetto: essendo ormai più di 14 anni che lavoro per altri artisti, mi sono sentito di provare a fare un ulteriore step iniziando a realizzare la mia musica”.

NSC: Hai detto che ogni brano ti rappresenta per come sei veramente e non segue logiche commerciali. Viene allora naturale chiederti chi sei (in quanto artista e in quanto uomo) e che cosa esprime nello specifico questo brano di te.

JM: “E’ una super domanda: sinceramente ancora non ho capito neanche io chi sono, quindi provo ad interpretarmi, un po’ come si fa con la musica. In quanto artista e uomo mi sento di aver trovato quella follia di cui anche Steve Jobs ha parlato – non a caso alcune parti del suo discorso all’università di Stanford si ritrovano nell’intro del brano – e la maturità di poter comunicare le mie emozioni attraverso le note del sax.

Il brano “Smoke the cigarette” nasce da un fatto realmente accaduto: ero nel mio studio, afflitto a causa di tanti pensieri che affliggevano la mia testa, al punto tale da non sapere più se il mio reale lavoro fosse il musicista oppure tornare a fare il geometra. Mentre stavo suonando la tastiera, nacque di getto la melodia. Nel giro di un’ora e mezzo avevo la bozza del brano finita. Davanti alla classica domanda “salva con nome” ho associato il gesto di fumare a quella musica, che quindi si intitola così”.

NSC: Ogni 27 del mese uscirà un nuovo singolo. A che punto sei con gli altri?

JM: “Ad essere sincero ho selezionato alcuni miei “vecchi” brani, ma non c’è ancora nulla di definitivo”.

NSC: Per presentare questo primo brano hai scelto delle frasi di Steve Job, tra cui il continuare a cercare ciò che si desidera se ancora non lo si ha trovato, senza perdersi d’animo e senza paure. Che cosa sta cercando Javier Eduardo Maffei?

JM: “Produrre la sua musica… finalmente”.

NSC: Ci sono delle persone o dei musicisti che collaborano con te alla realizzazione di questo progetto?

JM: “Sì, hanno collaborato Luca Colombo, Marcello Sutera ed Enrico Montanaro”.

NSC: Tre semplici parole per descrivere la musica che ascolteremo.

“Intrigo, jazz e rock”.

FONTEChiara Giacobelli
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Chiara Giacobelli è una scrittrice e giornalista nata nel 1983. Si è laureata a pieni voti in Scienze della Comunicazione e poi Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. E' iscritta all'Ordine dei Giornalisti dal 2006 e ha pubblicato undici libri, tra cui il pluri-premiato saggio biografico "Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo" realizzato insieme ad Alessio Accardo di Sky Cinema e al critico Federico Govoni. Nel 2016 è uscito il suo romanzo d'esordio "Un disastro chiamato amore" edito da Leggereditore del gruppo Fanucci. Come giornalista collabora anche con il gruppo Cairo Editore (Bell'Italia e In Viaggio), Affari Italiani, Luxgallery, oltre a tenere un blog culturale sull'Huffington Post. Il suo sito è www.chiaragiacobelli.com, oppure potete seguirla tramite Facebook, LinkedIn e Twitter.