Festivaletteratura 2016

La famiglia Malaussène spegne le 40 candeline di Bar Sport

Si è appena conclusa la XX edizione del Festivaletteratura di Mantova, che anche quest’anno ha regalato ai suoi habitués un programma ricco e interessante. A chiudere in bellezza l’edizione ci ha pensato Stefano Benni, accompagnato dall’inseparabile amico e collega Daniel Pennac.

L’evento si presenta come una vera e propria festa, un’occasione per celebrare insieme i 40 anni di Bar Sport, best seller indiscusso di Stefano Benni. L’autore lo descrive come “un vecchio amico” ma “non l’amico preferito”. Si tratta, infatti, di un’opera giovanile, cui ha fatto seguito una serie di libri più maturi, profondi, nei quali Benni si identifica maggiormente. Nonostante ciò, Bar Sport è rimasto il suo libro più conosciuto, nel bene e nel male.

bar sportBar Sport viene pubblicato nel 1976, un anno zeppo di avvenimenti importanti, come riportato da Benni: “nasce il quotidiano La Repubblica, viene trasmessa in TV la prima puntata di Candy Candy, muore Mao ma nasce Fabri Fibra”. Il coinvolgente discorso di Benni ruota intorno al concetto di libertà: in primis la libertà del lettore, che può trasformare il libro e renderlo qualcosa che non era nelle intenzioni dell’autore. Un esempio: Achille piè veloce è un romanzo triste per la metà dei lettori, allegro per l’altra metà; questo proprio perchè il libro viene interpretato e trasformato dalla magia della lettura.

Infine il signor Lupo rivendica la libertà anche per lo scrittore: quella di cambiare l’idea iniziale, di stravolgere il libro in corso d’opera: “si scrivono cose di cui poi uno si stupisce […] In ogni autore c’è sempre una pagina che sembra scritta da un altro.” Rivendica, soprattutto, il suo diritto al silenzio: non sa se scriverà altri romanzi, ora ha voglia di leggere, di ascoltare gli altri.

Daniel Pennac celebra il suo primo incontro con Stefano Benni, regalandoci una favola straordinaria: era molto tempo fa, la sua ragazza l’aveva appena lasciato per un astrologo e il suo romanzo era stato rifiutato 17 volte. Disperato, Pennac si dirige al Porto Vecchio, dove si suicida. Mentre fluttua incosciente tra le daniel pennac_stefano bennionde, una mano lo afferra e lo salva: è Stefano Benni che, nuotando, lo trascina verso una porticina – l’ingresso del Bar sotto il mare. 

Pennac, inoltre, ci rivela che sta lavorando al suo prossimo libro; si tratterà –finalmente- di un nuovo capitolo della saga Malaussène. Non possiamo immaginare un dono migliore per i suoi lettori.

La festa prosegue, una risata dopo l’altra, celebrando le atmosfere e i personaggi di Bar Sport e della sua indiscussa protagonista, la Luisona, definita da Galimberti “l’eroina di un periodo in cui credevamo di poter avere di più”. Rimpiangiamo la Lusiona scomparsa, rimpiangiamo il famoso tecnico da bar, ucciso impietosamente dall’avvento di Google.

Una festa meravigliosa insomma, coinvolgente ed esilarante, in onore di questo piccolo capolavoro letterario. Le parole di Benni ci ricordano che “ogni libro sfida la morte. La morte della cultura, ma anche la morte in generale”Bar Sport, in particolare, ha già toccato i 40 anni e si dirige fiero verso l’eternità. Non possiamo che augurargli un buon compleanno!

Stefano Benni, Bar Sport, Feltrinelli, agosto 2016, pp. 135, 14,00 euro.