Finale di stagione al Teatro di Mirano con la compagnia Gank che ha portato in scena con grande successo una rilettura de La Bottega del Caffè di Carlo Goldoni.

Molto interessante la scelta di far cominciare lo spettacolo con un sottofondo musicale che ricorda il rumore delle monete, sottolineando fin da subito l’importanza del denaro, che risulta essere in effetti il fil rouge dell’intera commedia.  Lo svolgimento dell’opera si divide tra quattro luoghi di fondamentale importanza, presenti nella scenografia già dall’apertura del sipario: una locanda, una bottega del caffè e un barbiere, assieme a una casa di cui assume rilievo solamente una presunta entrata laterale e un balcone. Ne La Bottega del Caffè il caffettiere Ridolfo si preoccupa per tutti i personaggi, tentando di condurli verso la buona strada per raggiungere la serenità di ognuno. In particolare si occupa di Eugenio, un giovane mercante di stoffe che frequenta di sovente la casa di gioco di Pandolfo e di sua moglie Vittoria, con la quale tenta invano di farlo smettere di giocare. Come spesso accade in Goldoni, dalla vicenda dei due protagonisti si arriva alla creazione di una trama più complessa e intricata, in cui trovano spazio anche le vicissitudini della torinese Placida che, travestita da pellegrina, si reca a Venezia alla ricerca del marito Flaminio. Ben si inserisce anche la presenza di don Marzio, un napoletano ambiguo e chiacchierone, che si diverte a ostacolare il desiderio delle due donne di riportare i mariti ai loro compiti, assieme alla figura di Lisaura, facoltosa ballerina che sogna di sistemarsi con il Conte.

Il lieto fine è garantito, ma prima di giungervi, gli spettatori viaggiano attraverso il complesso ma realistico sentiero dei sentimenti umani, grazie all’arte del teatro che rivela colpi di scena e imprevisti continui.

Afferma il regista: “La sfida è stata quella di reinventare quella piazza, quelle botteghe e quelle anime cercando di rifuggire le forme stereotipate della commedia settecentesca, ma tenendo conto dell’imprescindibile arte e leggerezza goldoniana. E, così facendo, continuare la nostra ricerca di forme legate all’idea di un teatro che spende grande attenzione nei confronti dell’accadimento, del “gioco attoriale” e di una relazione viva tra gli interpreti”.

La Bottega del Caffè, conclusa con un caloroso applauso di apprezzamento del pubblico, è diretto da Antonio Zavatteri, anche interprete in scena insieme a Massimo Brizi, Lisa Galantini, Alessia Giuliani, Alberto Giusta, Roberto Serpi, Aldo Ottobrino, Pier Luigi Pasino e Mariella Speranza.

Le scene e i costumi sono di Laura Benzi, le luci sono di Sandro Sussi, la promozione è di Paolo Zanchin, la produzione è della Compagnia Gank.