“Fiori sopra l’inferno” di Ilaria Tuti

Esordio con il botto per Ilaria Tuti.

Friulana, studi di Economia e nel curriculum un lavoro come illustratrice, Ilaria Tuti pubblica con Longanesi una storia glaciale imponendosi fin dai primi capitoli come una nuova voce del genere thriller!
Fiori sopra l’inferno si dipana su due piani temporali: un passato che comincia in Austria nel 1978, e un presente in un paesino incastrato tra le Dolomiti (“Travenì, con la sua foresta millenaria, l’orrido, le miniere, i laghi alpini e le vette da vertigine, esiste davvero, sotto altro nome” scrive l’autrice).
La vita della comunità, chiusa, ma obbligatoriamente aperta al turismo per sopravvivenza, di questo piccolo paese viene sconvolta da una serie di atroci eventi.

A condurre le indagini c’è la poco ortodossa Commissario Teresa Battaglia, voce roca, carattere spigoloso, i capelli di un rosso artificioso tagliati a caschetto, la frangia lunga fino agli occhi, con il vizio di mordicchiare le stanghette degli occhiali; Massimo Marini, il nuovo ispettore, che dalla città arriva in quel posto di neve e freddo, quando la vede per la prima volta la considera “una vecchia ingabbanata in un giaccone lungo fino quasi ai piedi”. Non avrà vita facile Marini con il carattere scontroso della Battaglia; anche perché i due si trovano a seguire la pista sanguinaria forse di un serial killer, che non rientra in nessuno dei profili criminali cui sono abituati o che riempiono i manuali di psicologia.

“Forse loro vedono il mondo meglio di noi» disse (Teresa) in un sussurro. «Vedono l’inferno che abbiamo sotto i piedi, mentre noi contempliamo i fiori che crescono sul terreno”.
“E allora che significa?”
«Che in un lontano passato hanno sofferto e quella sofferenza li ha trasformati in ciò che sono. Io questo non lo posso dimenticare. Perché io, come loro, vedo oltre i fiori. Vedo l’inferno”.

Fiori sopra l’inferno è un romanzo suggestivo dotato di una scrittura chirurgica. Ilaria Tuti non sottrae o nasconde nulla al lettore. Pagina dopo pagina lo incuriosisce, lo attanaglia, lo tiene legato alla storia, ai personaggi e alla terra, lo fa investigare insieme a Teresa Battaglia, facendogli apprezzare questa figura ostile a cui dà un passato non facile e un presente che nasconde qualcosa di inconfessabile; lo conduce attraverso i profumi, i bisbigli, i pericoli, i segreti di una foresta splendida quanto esigente nel suo voler essere rispettata; gli fa scoprire una faccia diversa del male.

 

 

 

Ilaria Tuti, Fiori sopra l’inferno, Longanesi 2018, pp