Freespace – Biennale Architettura 2018

L'architettura come dono

Freespace – prossima Mostra Internazionale di Architettura curata da Yvonne Farrell e Shelley McNamara, conosciute come direttrici dello studio Grafton Architects – è stata presentata ieri alla stampa a Ca’ Giustinian.

Farrell e McNamara, in collegamento Skype da Dublino a causa del maltempo che non gli ha permesso di viaggiare, hanno indicato il Manifesto FREESPACE, diffuso nel giugno 2017, come solida base per procedere nella strutturazione di questa Biennale, esposizione di cui però svelano solo il nome dei 71 partecipanti senza specificarne i progetti.

Freespace chiede ai professionisti di fare architettura tenendo conto della comunità, proponendo progetti in grado di donare – dove “dono” è una parola chiave per le due curatrici – uno spazio libero con cui la comunità possa interagire, un luogo di scambio tra persone e edifici utile a migliorare la quotidianità. Questa architettura della generosità, come sottolinea il presidente della Biennale Paolo Baratta, può essere vissuta inconsapevolmente dall’artefice del progetto perchè, come sostiene il Manifesto, si può “trovare una nuova e inattesa generosità in ogni progetto, anche nelle condizioni più private, difensive, esclusive o commercialmente limitate.”

Secondo Farrell e McNamara l’architettura ha una grande responsabilità nei confronti della società e dell’ambiente che ci circonda. Loro stesse, una volta invitate a progettare uno spazio, si interrogano su come far emergere le qualità del luogo nel progetto, in Biennale ad esempio cercheranno di far percepire la città di Venezia all’interno dell’esposizione. Tuttavia non hanno voluto esprimersi in merito al percorso della prossima Mostra Internazionale di Architettura, durante la conferenza hanno mostrato solo foto dei due grandi spazi – Padiglione Centrale e Corderie – vuoti per marcare la differenza tra questi due ambienti. Con le successive foto hanno illustrato diversi tipi di interventi architettonici utili a comprendere un’architettura intesa come dono per l’umanità: dalla geniale soluzione ideata da Lina Bo Bardi per la realizzazione del Museo di Arte Moderna di San Paolo a esempi di rivitalizzazione di spazi dimenticati, per dimostrare come un edificio possa ritrovare un nuovo impiego a distanza di decenni dalla nascita. Pure una foto comune come l’ombra di Palazzo Ducale proiettata sulla piazza San Marco è utile, in questo caso è la luce che segnala la presenza di un’architettura, a dimostrazione che anche gli elementi naturali intervengono sulla percezione dello spazio architettonico.

Si torna dunque a parlare di architettura e società, architettura e ambiente, temi già cari al direttore della precedente Biennale di Architettura – Alejandro Aravena – che infatti sarà presente anche in questa edizione, accompagnato da diversi colleghi che avevano partecipato nel 2016 ( tra cui Giuseppina Grasso Cannizzo, David Chipperfield, SANAA, i belgi De Vylder Vinck Taillieu, Assemble, Peter Zumthor, Anna Heringer…). Oltre a studi ormai conosciuti, parteciperanno nomi meno noti che sveleranno “l’ingrediente Freespace che si annida nei loro progetti”.

Freespace è dunque un’opportunità, anche per instillare nel pubblico il “desiderio di architettura”.

Una visione positiva della materia in un’esposizione che promette il “coinvolgimento emotivo e intellettuale dei visitatori”. Per questo sono inoltre programmate due sezioni speciali: “Close encounter, meetings with remarkable projects” dove 13 partecipanti presenteranno lavori ispirati da noti progetti del passato e “The practice of teaching” che pone l’attenzione sull’importanza dell’insegnamento perchè, come dichiarano Farrell e McNamara, “Crediamo che la pratica dell’architettura significhi perseverare, impegnarsi e rigenerare la continuità della cultura architettonica. Dobbiamo prenderci cura della cultura come ci si prende cura di un giardino.”

 

La Biennale di Venezia

 16. Mostra Internazionale di Architettura

Freespace

Dal 26 maggio al 25 novembre 2018 (vernice 24 e 25 maggio)

http://www.labiennale.org/it/architettura/2018