Gardiner e Monteverdi al Teatro La Fenice

Tutti i numeri dell’operazione Una vita nella musica

Placati gli animi dopo il passaggio di Sir John Eliot Gardiner a Venezia, vale la pena soffermarsi su alcuni aspetti di questa esperienza indimenticabile. Innamorato della città più di un “vero” veneziano, il celebre direttore d’orchestra ha saputo riportare a Venezia una fetta consistente della sua identità storica. In occasione dei 450 anni dalla nascita di Claudio Monteverdi, il Teatro La Fenice accoglie Gardiner e la sua orchestra per mettere in scena le tre opere del compositore: Orfeo, Il ritorno di Ulisse in Patria e L’incoronazione di Poppea. Un’operazione da sold-out istantaneo, al punto da dover riprogrammare una replica per ogni titolo proposto.

Inevitabile il richiamo mediatico internazionale, la reazione di istituzioni come la Fondazione Giorgio Cini, che ha istituito un convegno su misura, oltre al rigenerante andirivieni di appassionati e musicofili. Un brulichio di forze e presenze che ha stimolato l’annuncio della nuova stagione del Teatro La Fenice, presentata proprio in quei giorni. Eppure non si sta parlando di uno dei titoli più accattivanti del melodramma ottocentesco, ma di uno spettacolo che non prevede alcuna messinscena.

Seduto al centro palco, Sir John Eliot Gardiner dirige la sua Monteverdi Orchestra disposta a semicerchio sulla scena, la sola scenografia al canto degli interpreti che animano la narrazione alternandosi sul proscenio con movimenti minimi ma molto efficaci. Non occorre altro per divertirsi al piacevole bisticcio inscenato tra Amore, Virtù e Fortuna nel Prologo iniziale dell’Incoronazione di Poppea, spesso privata del suo naturale inizio; nel partecipare alla smania di Nerone, crudele imperatore terrorizzato all’idea di mostrare le proprie fragilità nell’interpretazione di Kangmin Justin Kim; o ancora, a compiangere la morte di Seneca, accompagnata da uno straziante intervento del coro, rialzato appena su di una pedana subito dietro l’orchestra.

Il cast, composto interamente da interpreti di prim’ordine, padroneggia la lingua italiana con ampia disinvoltura, rendendola intelligibile ad ogni momento del canto, capace di accentuare le suggestioni che il libretto di Gian Francesco Busenello offre. Comprese quelle a sfondo sessuale, riportate dal poeta con grazia piccante, alle quali i costumi concorrono a sottolinearne l’intento per mezzo di lunghi lembi di stoffa, per non dover tralasciare il capello color platino di Nerone.

Alla presenza a Venezia di Sir John Eliot Gardiner, tassello di un tour di più ampio respiro internazionale, Il Teatro La Fenice risponde conferendogli il premio Una vita nella musica, significativo omaggio della città alla gratitudine del Maestro. Rimane solo da augurarci che Venezia possa trovare con le proprie forze, interpreti capaci di trarre ispirazione da questa indimenticabile esperienza.

CastPoppea/Drusilla/ Virtù ⎮ Hana Blažíková – Nerone ⎮ Kangmin Justin Kim – Ottavia ⎮ Marianna Pizzolato – Ottone ⎮ Carlo Vistoli – Seneca ⎮ Gianluca Buratto – Arnalta ⎮ Lucile Richardot – Nutrice ⎮ Michal Czerniawski – Amore/Valletto ⎮ Silvia Frigato – Fortuna ⎮ Anna Dennis – Mercurio/Littore ⎮ John Taylor Ward – Soldato I/Soldato II/Liberto ⎮ Furio Zanasi – Lucano ⎮ Zachary Wilder – Damigella ⎮ Francesca Boncompagni – Venere ⎮ Lucile Richardot

The Monteverdi Choir – English Baroque Soloists – Direttore ⎮ Sir John Eliot Gardiner

Regia ⎮ Elsa Rooke e Sir John Eliot Gardiner – Luci ⎮ Rick Fisher – Costumi ⎮ Patricia Hofstede (Atelier paradis)