Giacobazzi e l’arte di riempire i teatri

Quando, dopo la prima stagione teatrale 2016/2017 composta da ben 65 date sold out, la produzione propose a Giuseppe Giacobazzi di tornare di nuovo in scena, gli sembrò una follia. Portare per la seconda volta lo spettacolo “Io ci sarò” in giro per l’Italia? Come sarebbe riuscito a riempire di nuovo i teatri?

La risposta era in realtà molto semplice: grazie al suo talento e all’innata simpatia. Così, ecco partire una tournée nelle varie città del BelPaese, alcune già visitate, altre no: in tutti i casi, un successone. C’è poco da fare, Andrea Sasdelli – in arte Giacobazzi – piace alla gente, tanto che in molti sono disposti a pagare persino il biglietto due volte per vedere lo stesso spettacolo. Il 14 maggio si chiude così, con non poche soddisfazioni ricevute, la tournée 2017/2018, per darsi appuntamento al prossimo anno, con un nuovo show.

“Io ci sarò” racconta le esperienze, la vita, le gaffe, i sogni e anche gli errori di un genitore che sente il bisogno di lasciare una testimonianza ai propri nipoti, cosicché un domani saranno in grado di conoscerlo come realmente era, direttamente dalle sue parole e non raccontato da terzi. In questo modo, Giacobazzi traccia il disegno di un’epoca e di una generazione, giocando nel continuo confronto tra gli anni della sua adolescenza/giovinezza e l’attualità: come sono cambiati i nonni, la rivoluzione generata dall’avvento di internet, lo sviluppo della tecnologia, i pregi e i difetti di mutamenti sociali inevitabili che se da una parte hanno dato e fatto crescere, dall’altra hanno inevitabilmente tolto qualcosa.

Un racconto che dura più di due ore senza pause ma con molte risate, poiché, come ben sappiamo, la grandezza e la particolarità di Giuseppe Giacobazzi sta nel saper essere un comico capace di andare oltre la superficialità, superando il limite delle battute facili e riportando a galla verità talvolta dimenticate attraverso il potere del sorriso. Merito anche di Carlo Negri, autore che ha scritto i testi insieme a lui, lasciandoli sempre liberi di trasformarsi e assumere pieghe leggermente diverse di data in data, di stagione in stagione.

“Siamo esausti – ammette Giacobazzi al termine dello spettacolo che si è tenuto il 6 maggio a Senigallia presso il Teatro La Fenice, pienissimo nonostante si tratti della seconda data in una città di medie dimensioni – però quante soddisfazioni! Non avrei mai pensato di uscire da questa esperienza così arricchito, grazie anche all’affetto ricevuto”.

Nottate in macchina, un impegno mnemonico non indifferente, il dover essere sempre al top, i continui viaggi talvolta affollati di pensieri e l’inevitabile stanchezza sono stati dunque ampiamente ripagati dal riscontro che “Io ci sarò” ha regalato a tutto lo staff, tra recensioni entusiaste, tanti applausi, complimenti, il calore delle persone, le sale gremite, il passaparola.

Ora è il momento del riposo e della creazione, per dar vita a un nuovo spettacolo che sarà in scena probabilmente da gennaio 2019 e tratterà il tema delle maschere, quelle che tutti noi siamo costretti a indossare ogni giorno, più o meno incastrati in una società molto meno libera di quanto apparentemente voglia apparire. Nel frattempo, Senigallia si prepara al boom degli eventi estivi con due mostre eccezionali: “Il Correggio ritrovato” a Palazzetto Baviera e “Robert Doisneau: le Témps Retrouvé” a Palazzo del Duca.

Per informazioni: www.feelsenigallia.it; www.giuseppegiacobazzi.com.