Gianni Schicchi di Puccini al Comunale di Modena

Un nuovo allestimento con gli allievi del Teatro Comunale

Gianni Schicchi, opera in un atto di Giacomo Puccini, venne completata nel 1918 e costituisce la parte finale del Trittico, un insieme di tre brevi opere su libretto di Giovacchino Forzano. Il genere buffo è sicuramente più raro nell’opera di Puccini, poco incline all’umorismo, eppure già dalla prima rappresentazione Gianni Schicchi riscosse un tale successo da renderlo uno spettacolo totalmente autonomo.

La fonte primaria del soggetto è la Divina Commedia, nello specifico un episodio contenuto nel Canto XXX dell’Inferno. Schicchi, conosciuto in tutta Firenze per la sua astuzia, viene convocato dalla famiglia Donati perchè la salvi da una spiacevole situazione: il ricco parente Buoso Donati, infatti, è morto lasciando tutto al vicino convento di frati. I familiari gli chiedono quindi di escogitare uno stratagemma per mettere le mani sull’eredità. Mentre nella commedia dantesca Schicchi è condannato per “falsificazione di persona” (non per niente si trova all’inferno), nell’opera di Puccini la perspicacia del protagonista è premiata dal lieto fine. Da evidenziare, inoltre, la straordinaria capacità dell’autore nel dipingere uno splendido quadro della Firenze medievale.

Lo spettacolo è stato messo in scena dal Teatro Comunale di Modena nell’ambito di un corso di alto perfezionamento promosso dal Teatro stesso e dalla regione Emilia Romagna. Gli interpreti sono quasi tutti allievi del corso, già avviati alla carriera lirica. Degni di nota, in particolare, Massimiliano Catellani nel ruolo di Simone e Alfonso Zambuto nel ruolo di Rinuccio. La parte del protagonista è invece stata affidata al baritono Sergio Vitale, che ha già vestito i panni di Schicchi all’Accademia di Santa Cecilia. Vitale è stato indubbiamente la star della serata, regalandoci un personaggio ironico e sfaccettato, dai colori vividi.

Interessante anche la scenografia: una semplice stanza dalla prospettiva impossibile, perfettamente obliqua, che ha creato qualche problema agli interpreti. Ottima esecuzione dell’Orchestra dell’Opera Italiana, guidata dal Maestro Stefano Seghedoni.

Gianni Schicchi

Opera in un atto su libretto di Giovacchino Forzano

Musica di Giacomo Puccini

Gianni Schicchi: Sergio Vitale

Lauretta: Ayse Sener* / Giada Borrelli*

Zita detta La Vecchia: Shay Bloch*

Rinuccio: Alfonso Zambuto* / Shohei Ushiroda*

Gherardo: Robert Barbaro* / Giovanni Castagliuolo*

Nella: Haruka Takahashi*

Gherardino: Marco Di Simine / Emilio Pellegrino

Betto di Signa: Felipe Correia Oliveira / Cihan Ozmen*

Simone: Massimiliano Catellani

Marco: Francesco Solinas*

La Ciesca: Fei Yue*

Maestro Spinelloccio, medico/Guccio, tintore: Alex Martini*

Messer Amantio di Nicolao, notaio: Lorenzo Malagola Barbieri

Pinellino, calzolaio: Cihan Ozmen* / Felipe Correia Oliveira

 

* Giovani allievi del progetto “Produzione lirica in teatro: corso per cantanti”

Corso di alto perfezionamento promosso dalla

Fondazione Teatro Comunale di Modena

Docente principale Mirella Freni

 

Direttore Stefano Seghedoni

Regia Stefano Monti

Scene Rinaldo Rinaldi

Luci Andrea Ricci

 

Orchestra dell’Opera Italiana

 

Nuovo allestimento

Produzione Fondazione Teatro Comunale di Modena

Durata dello spettacolo: 60 minuti

www.teatrocomunalemodena.it