Giudecca: i padiglioni esterni della Biennale 2017

Ancora pochi giorni per visitare le mostre

Restano ancora pochi giorni per completare la visita della 57. Biennale d’Arte. Il tempo favorevole offre l’occasione di spingersi oltre le classiche zone turistiche per scoprire spazi che conservano l’anima reale di Venezia e celano alcune chicche che sarebbe un peccato perdere.

Ad esempio l’isola della Giudecca ospita ben 4 padiglioni nazionali: Islanda, Portogallo, Repubblica Araba Siriana e Kenya. Queste nazioni hanno trovato il loro habitat ideale a pochi minuti di vaporetto dall’affollata riva delle Zattere.

Ogni padiglione è diverso dagli altri, a partire dagli spazi scelti: il Portogallo è ospitato in una villa, l’Islanda ha trovato casa in un edificio in mattoni vicino al Molino Stucky, mentre la Repubblica Araba Siriana ha scelto l’area dell’ex cinema del Redentore e le opere del Kenya interagiscono con la collettività locale nella scuola Palladio.

Palanca – alla prima fermata in territorio giudecchino (vaporetto proveniente da Piazzale Roma) ci aspetta il padiglione islandese. Dopo una breve camminata in direzione Stucky/Hilton troviamo lo spazio Punch, ambiente dedicato agli eventi culturali che quest’anno ospita il fantasioso, incredibile e caotico “Out of Controll in Venice”. L’artista Egill Saebjornsson ha invitato Ūgh e Bõögâr, due troll islandesi, a partecipare all’evento. L’installazione, nella quale lo spettatore si immerge sorseggiando del caffè, è davvero esilarante. L’artista ha modificato lo spazio originario per offrire ai visitatori un comodo luogo di ristoro da dove ascoltare e vedere le performance di queste grandi creature.

Redentore – alla fermata dell’omonima chiesa si trova uno spazio che conserva la sua anima originaria di piccola sala cinematografica. La mostra, costituita da dipinti, sculture e opere in mosaico, ricorda il glorioso passato della nota città di Palmira in Siria. Sette artisti, siriani e non, partecipano a “Everybody admires Palmyra’s greatness”, curata dal direttore del Museo di Damasco, Emad Kashout.

Zitelle –  la caratteristica Villa Hériot, affacciata sulla laguna Sud, ospita il padiglione del Portogallo, rappresentato da un unico artista: José Pedro Croft. Diverse le opere presenti all’interno del primo edificio (video, sculture, modellini), ma ciò  che attira l’attenzione sono le 6 sculture poste nel giardino della villa. Si tratta di grandi opere in acciaio e vetro che riflettono il cielo e la laguna. In questo angolo di Venezia, dove il tempo sembra fermarsi, l’opera cattura l’ambiente circostante e chi ne fa parte.

Ancora una volta l’arte compie un miracolo e abbatte tutte le barriere: spaziali, temporali, geografiche e sociali.