Fondazione Prada, dopo le sedi in Ca’ Corner a Venezia e in Largo Isarco a Milano, ha aperto lo scorso 21 dicembre, sempre nel capoluogo lombardo, un nuovo spazio espositivo situato in Galleria Vittorio Emanuele II e dedicato all’approfondimento della fotografia e ai linguaggi visivi in senso lato.

Con una superficie espositiva di 800 m² posta al quinto e sesto piano di uno degli edifici centrali della Galleria, Osservatorio si pone l’obiettivo di ricercare ed esplorare le innumerevoli sfaccettature della fotografia contemporanea e le sue interconnessioni con altre discipline culturali.

E’ indubbio come oggi la comunicazione, anche di tipo culturale, passi attraverso le immagini, in questo modo Fondazione Prada ha voluto dedicare un luogo dove poter approfondire tali tematiche per offrire un’ulteriore chiave interpretativa del presente.

Con Give Me Yesterday, curata da Francesco Zanot, Osservatorio inizia il suo percorso espositivo con una mostra che comprende più di 50 lavori di 14 autori italiani e internazionali con lo scopo di mettere in scena, sotto forma di diario fotografico, la quotidianità degli artisti in un arco di tempo che va dall’inizio degli anni Duemila a oggi.

Il diario fotografico”, spiega Francesco Zanot, curatore della mostra “nasce nel momento in cui la fotografia esce dagli studi dei professionisti ed entra nelle abitazioni. […] Questo soggetto irrompe prepotentemente tra i fotografi di ricerca a cominciare dagli anni Sessanta, quando tutto ciò che è ordinario, banale, popolare, massificato, viene finalmente sdoganato nel mondo dell’arte e della cultura. Tra i capisaldi di questa tendenza, declinata in modi e tempi diversi, ci sono Larry Clark e Nan Goldin negli Stati Uniti, Wolfgang Tillmans e Richard Billingham in Europa.

Disposte su un unico lato dello spazio espositivo, le fotografie, esposte senza un particolare riferimento cronologico, danno vita ad una sorta di murale che comprende entrambi i livelli dell’Osservatorio.

Nella prima sezione della mostra troviamo le immagini di Ryan McGinley, che combinano naturalezza e messa in scena, insieme a lavori di Leigh Ledare che mescola in modo simile i codici dello snapshot e ritratti dedicati alla madre. Wen Ling, che ha aperto nel 2001 il primo photoblog cinese, ha reso di pubblico dominio gesti normali e quasi banali. I lavori di Maurice van Es e Vendula Knopova si rifanno invece al ready-made.

Il secondo livello invece è caratterizzato da fotografie dove l’aspetto concettuale è predominante rispetto al racconto della vita quotidiana. Si succedono così l’applicazione di un metodo modulare (Irene Fenara, Joanna Piotrowska, Antonio Rovaldi), il ricorso all’archivio (Lebohang Kganye, Greg Reynolds), la combinazione tra realtà e manipolazione digitale (Kenta Cobayashi), fino alla vasta proliferazione dell’autoritratto, elemento fondante dell’immaginario dei social network, cui viene dedicata un’intera parete (Melanie Bonajo, Tomé Duarte, Izumi Miyazaki).

GIVE ME YESTERDAY
Osservatorio Fondazione Prada
a cura di Francesco Zanot
dal 21 Dicembre 2016 al 12 Marzo 2017
lun / mar / merc / gio / ven, 14-20
sab / dom, 10-20