Il grande salto della MotoTerapia

Un bambino selvatico e sgraziato, che preferisce la solitudine e l’amicizia degli animali a quella dei coetanei. Un rapporto privilegiato con il nonno, suo maestro e complice, e un profondo legame con il bosco, unico luogo di libertà e armonia. Una «vita spericolata» fin dall’infanzia e dall’adolescenza, sempre alla spasmodica ricerca di un confine da superare, di una regola da infrangere. Questo è Vanni, e questo il suo grande sogno: saltare l’ostacolo, colmare il vuoto insopportabile che è dentro ognuno di noi.

La sua è una vita fatta di slanci e rovinose cadute, da cui però sa sempre rialzarsi, mosso da un coraggio e un’energia più forti di qualunque limite. E questo è il suo racconto, frenetico e commovente. Vanni Oddera, campione mondiale di free style, non è solo il protagonista di spericolate evoluzioni in sella alla sua moto, ma un uomo trasparente che non si vergogna dei propri difetti ed eccessi, e che sa donarsi agli altri con estrema generosità: è la «droga dell’amore del mondo», la felicità di regalare «il vento in faccia» a qualcuno che non ha mai provato una simile ebbrezza. Quel bambino solitario e insofferente ha vinto la sua gara, spazzando via ogni barriera, cancellando la paura. E non ha mai smesso di volare. 

Vanni Oddera ha 36 anni e gli organi interni al contrario. Un cuore grande il doppio di uno normale. È cresciuto in un bosco, sognando la motocicletta. La sua vita è spericolata: campione di motocross freestlyle, quasi quotidianamente vola, facendo il salto della morte. Vanni Oddera è uno che ha paura, ma la affronta corpo a corpo. Infatti, diceva il poeta (non lo direbbe certo Vanni, che è molto più diretto e istintivo): “Lì dove c’è il pericolo cresce anche ciò che salva”.

L’adrenalina della moto è un’iniezione di vita. Vanni ha scoperto così la “mototerapia”. Portando in moto ragazzi disabili, malati terminali, pazienti autistici, ha capito che piccoli grandi miracoli sono possibili, e che la sensazione vivificante che comunica ai suoi passeggeri gli torna nell’anima, centuplicata.Vanni ha incontrato gli altri e la sofferenza, e ha scoperto che il volontariato è una cosa molto rock, il più bello dei rischi, quasi una droga, ma senza nessun effetto collaterale. Leggere questo libro (che ha trovato la sua voce potente anche grazie alla penna dello scrittore e giornalista Matteo Nucci), conoscere questo personaggio fuori da ogni schema e questa storia trascinante fa venire una voglia pazza di andare incontro alle proprie paure, di gettarsi a capofitto nel mondo, di incontrare gli altri. Senza casco. Senza assicurazione. Senza rete. Fa davvero venire il desiderio di fare IL GRANDE SALTO, e di vivere.

È l’amore del mondo. L’amore vero. Quello alto, quello che sembra irraggiungibile e invece c’è. Lo potete vedere nella natura e fra gli uomini quando si superano le barriere create dalla nostra stupidità quando cresciamo. Noi possiamo essere sempre bambini. Possiamo sempre cercare il piacere e la felicità e la gioia che una volta cercavamo in grembo alla mamma o alla nonna e adesso troviamo in altro, nello stare altrove, nello slanciarci verso gli altri. Noi possiamo essere bambini. Bambini adulti. Appartenenti al regno animale. Astuti eppure sinceri come la volpeche ho sul petto. Pronti a volare con le immense ali di un’aquila reale. Senza fermarci mai.