Gus Van Sant: Icone a Torino

Momenti memorabili

Ci sono momenti memorabili in cui si sovvertono le regole e anche un piccolo cinema di periferia si sente di essere il centro del mondo. Cose che accadono solo nei film oppure grazie a un film.

Il Piccolo Cinema sta in via Cavagnolo, una “strada che non sai mai se c’è”, in una periferia di Torino che è talmente periferica che si chiama Barriera di Milano. Ma martedì 4 ottobre 2016 è stata una data memorabile: è proprio lì che Gust Van Sant, a Torino per l’inaugurazione della sua mostra retrospettiva “ICONE”, ha fatto il suo esordio a Torino.

“Sono appena sceso dall’aereo, non mi aspettavo un posto simile” ha confessato con candore diretto e spiazzante. Ma “Non importa se siete in periferia, la cultura non appartiene a un luogo fisico ma a ognuno di noi”. Infatti, le persone che a centinaia sono accorse da tutte le parti della città per accogliere uno dei più amati registi del nostro tempo, si sono sedute all’aperto, per terra, in un cortile quasi oratoriale davanti al cinema, perché dentro, tutti, non ci stavano.

In questo non luogo lontano da televisioni e jet set, Gus Van Sant si è trovato come tra amici, accolto quasi in famiglia. E lui, che nei sui film ha raccontato storie di periferie e di emarginati, di gay e di prostitute, di tanti giovani, ha raccontato di sé, dei suoi esordi; come quando, appassionato di letteratura, dopo aver letto “Il Pasto Nudo” di William Burroughs (poi film di Cronenberg del 1991), andò a trovare il già famoso scrittore e insieme riscrissero il copione di Drugstore Cowboy (1989) dove lo stesso Burroughs ebbe la parte del sacerdote Tom.

Van Sant è convinto che il miglior cinema sia iperrealista, con attori non professionisti, bensì dove “se hai una parte da idraulico devi cercare un idraulico vero”. Anche se lui non ha scelto così ogni volta, tuttavia i suoi attori hanno sempre portato nei film qualcosa della loro vita, come lui stesso ha portato qualcosa della sua vita nelle sue regie. Van Sant ha raccontato di quanto le arti che lui ha praticato e ama, letteratura, pittura e musica, siano importanti per il cinema e ai giovani che vogliono diventare cineasti ha raccomandato “non preoccupatevi del grande successo, fate le cose che amate e fatele con il cuore”. Che è quello che ha fatto lui.
Dopo la conversazione, al Piccolo Cinema è stato proiettato il suo Will Hunting (1997) una pellicola emblematica, meravigliosa, commovente e che ha persino evocato, vent’anni prima di L’uomo che vide l’Infinito, la storia del matematico indiano Ramanujan.
Il giorno successivo Gus Van Sant ha inaugurato al Museo del Cinema nella Mole Antonelliana la mostra “Icone” dedicata al suo lavoro, con moltissimi documenti, immagini, bozzetti e filmati preziosi e parecchi inediti.

Il regista, nella conferenza stampa “vera”, si è schernito, gigione: “E’ come se uno di voi avesse svuotato il garage e avesse messo in mostra tutta la sua vita.” Sorpreso e ammirato per la straordinarietà dell’edificio, Gus ha ricordato che la sua precedente volta a Torino era stato nel 1988 al TGLFF (Festival del cinema a tematiche omosessuali) con Mala Noche; ha ricordato River Phoenix e annunciato il suo prossimo lavoro su John Callahan, suo amico, coscritto e concittadino di Portland morto 5 anni fa per le conseguenze della tetraplegia causatagli da un incidente avvenuto decenni prima, ma che non gli ha impedito di essere un cartoonist affermato e di aver inciso profondamente sulla crescita artistica e culturale della sua città.

Gus Van Sant – ICONE –
6 ottobre 2016 – 9 gennaio 2017 – Mole Antonelliana, Museo Nazionale del Cinema.
via Montebello 20 Torino www.museocinema.it
Lun., Merc., Gio., Ven., Dom. 9.00 – 20.00 Sabato 9.00 – 23.00 Martedì Chiuso
Retrospettiva su Gus Van Sant al Cinema Massimo 5-21 ottobre 2016.

“Il Piccolo Cinema – Società di mutuo soccorso cinematografico” (via Cavagnolo 7, Torino) fondato nel 2012 dai gemelli Gianluca e Massimiliano De Serio, realizza attività di reciproco stimolo e sostegno all’attività cinematografica, oltre che serate di proiezioni aperte gratuitamente al pubblico.
I De Serio, torinesi, classe 1978, registi a loro volta, hanno esordito nel cinema nel 2011 con “Sette opere di misericordia”, il loro primo lungometraggio per il cinema, che annovera molti importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.