Italiana ma con una straordinaria vocazione internazionale, l’artista bolognese licenzia l’EP “Hey Buddy” e si prepara a un’estate di live.

È definita “la più internazionale delle artiste italiane”. È italo-eritrea. Ha appena concluso un tour europeo di tutto rispetto (Amsterdam, Parigi, Manchester, Berlino e Londra). Il 30 giugno è uscito il suo EP “Hey Buddy”, e il suo singolo Something on your mind club mix è appena entrato al #23 della classifica ufficiale UK di Music Week. Lei è Senhit, bolognese, figlia di genitori eritrei, formatasi alla scuola del musical. L’abbiamo intervistata e lei, gentilissima, ci ha risposto così.

Il 30 giugno è uscito il tuo EP “Hey Buddy”. Ce ne puoi parlare?

L’EP, che è stato preceduto dal singolo “Something on your mind” contiene quattro tracce e due remix. È una produzione internazionale di cui vado molto fiera. Brian Higgins, che ha lavorato tra gli altri con Kylie Minogue, Pet Shop Boys, Kaiser Chiefs, ne è il produttore insieme a Corrado Rustici. Ho passato parecchio tempo a Xenomania, una grande casa di artisti a sud di Londra, durante la creazione dell’EP. Brian e io abbiamo voluto fare una ricerca dettagliata sulla musica dance anni ’90, dandole una ventata di novità. “Hey Buddy” in gergo americano è un saluto, una pacca sulla spalla. E Buddy è anche il mio cane che mi ha cambiato la vita, in meglio chiaramente. Sono felicissima di questo progetto che mi sta dando davvero tante soddisfazioni in UK: nella classifica dei brani remixati e più suonati nei dj set siamo sempre più in alto. Sto portando in giro già da un po’ “Hey Buddy” con i Giochi del Calcio di Strada, un festival itinerante sul calcio organizzato dai Calciatori Brutti, una specie di Gialappa’s. Quest’estate poi ci saranno un sacco di date italiane per ascoltarlo dal vivo.

Tu sei italianissima, eppure la tua musica sembra venire da oltreoceano…

Vero. Sono strana. Sono nata e cresciuta a Bologna da genitori di origine eritrea e mi piace molto viaggiare. Viaggiando conosci gente, culture e lingue diverse. La Panini, che ha deciso di investire su questo progetto, lo ha fatto proprio per questa vocazione internazionale. Io ho iniziato la mia carriera con l’italiano. Gaetano Curreri è stato il mio mentore dal punto di vista discografico, proponendomi delle idee e dei progetti da cantare in italiano. Tuttavia mi sentivo più a mio agio con l’inglese, che sicuramente dava un respiro più internazionale alla mia musica. Dopo questo tour penserò seriamente se tornare alla lingua italiana o se andare avanti con l’inglese.

In un’intervista al Giornale hai dichiarato appunto di sentirti come Ulisse, viaggiatrice ma che ama tornare a casa. Qual è la tua “casa”? 

Questa di Bologna dove sono seduta adesso con Buddy, nella mia mansarda in pieno centro. Bologna è la mia casa sia fisica sia emotiva. Qui ho una mamma, un nipote e tutti gli altri affetti. Quest’estate sarò molto in giro, a Milano, in Liguria, in Giappone, ma dopo avrò – come sempre dopo i miei viaggi – bisogno di tornare qui, nella mia dimensione. Anche Buddy viaggia sempre con me.

Al momento in Italia sembra che i cantautori vivano una seconda età dell’oro, basti pensare a Brunori SAS o a Maldestro. E il tuo electro-pop? In Inghilterra è apprezzatissimo…e in Italia? Come è percepito secondo te?

È ancora un po’ indietro. Infatti inizialmente Brian e io non pensavamo proprio all’Italia. Però mi dispiaceva passare per quella che abbandona il suo Paese per andare a cercar fortuna all’estero. In Italia ci sono ancora tante difficoltà da questo punto di vista. Ma più che il disco in sé conta tanto il live. Il tour europeo mi ha dato tante soddisfazioni, soprattutto a livello social. Concordo sui cantautori. Io mi auguro che questo momento fortunato continui e che ci sia un’ulteriore evoluzione. Io avevo voglia di fare qualcosa di diverso, quasi impopolare, ma che rispondesse alla mia passione. Secondo me era il momento dell’electro-pop. Magari a settembre mi butterò nella lirica, chissà!

Quali sono i tuoi punti di riferimento musicali? 

Non ne ho. Sono una spugna, consumo musica in modo bulimico. Ho creato una web radio, alla quale si accede dal mio sito, dove condivido la musica che caratterizza la mia giornata. Da lì si capisce che non ho riferimenti musicali particolari, né preferenze.

Quest’estate sarai in tour. Vogliamo ricordare le principali date? 

Con i calciatori brutti sarò a Finale Ligure l’8 e il 9 luglio, a Rimini il 15 e 16 luglio e a Bibione il 22 e 23 luglio. Il 10 luglio a Brescia invece ci sarà la prima tappa del Festival Show, una sorta di Festivalbar del Triveneto, condotto da Giorgia Surina, che si sposterà poi a Caorle il 27 luglio e a Mestre il 25 agosto. L’estate insomma sarà ricca di appuntamenti, forse anche una sorpresa all’Arena di Verona. Io sono molto da strada, da concerto live: è proprio il mio elemento. Il comune denominatore sarà l’autenticità, la spontaneità che mi contraddistingue. L’intento dei miei live è riproporre la stessa alchimia della musica fatta in garage.