Intervista alla pittrice Giulia Mugianesi

Spazio agli artisti giovani, eclettici, innovativi, talenti tutti da scoprire che NonSoloCinema si occupa di intervistare per ascoltarne sogni, progetti, idee, nella visione di un’arte in continua evoluzione. Giulia Mugianesi è nata a Chiaravalle, cittadina delle Marche, nel 1984. Conseguita una laurea in Psicologia, ha iniziato a dedicarsi seriamente al disegno e alla pittura come autodidatta.

Seguendo il suo background, Giulia si è interessata soprattutto alla complessità psicologica dei ritratti, guardando costantemente a maestri quali Caravaggio, Rembrandt, gli Espressionisti, i Simbolisti, sino alla nuova figurazione di artisti contemporanei; il simbolo e l’individuo nelle sue ragioni psichiche e collettive sono dunque il nodo centrale della sua ricerca. Selezionata al Premio Centro V Esposizione Nazionale delle Arti Contemporanee (Soriano Nel Cimino, Roma), ha poi esposto allo SpoletoFestivalArt, ai Musei Scientifici di Villa Vitali (Fermo), SATURATE 2014 (Genova), all’HemingwayCafè di Jesi, alla Galleria Collection di Ancona, alla Galleria Merlino (Firenze) e alla Galleria Serafini (Montesilvano), sia nel contesto di collettive che di mostre personali.
Alcune sue opere si trovano oggi in Europa e in varie collezioni private.

Chi è Giulia, in quanto donna e artista?

“Definirmi è davvero difficile… posso dire di essere una donna inquieta che sta cercando la luce. Attraverso l’arte, appunto”.

Raccontaci allora la tua arte. Che cosa significa per te e come è iniziato questo percorso?

“Nutrivo già da tempo un forte interesse per tutto ciò che determina l’identità personale e culturale, ma è stato grazie ai miei studi in psicologia e alle scoperte artistiche, musicali e cinematografiche che l’arte è diventata parte integrante della mia vita. Ho iniziato con qualche lavoro su commissione in una bottega della mia città, ma poi la richiesta crescente delle mie opere mi ha fatto decidere di percorrere questa strada seriamente”.

Ti viene in mente qualche aneddoto a tal proposito?

“Ricordo di aver letto il libro “Il ritratto di Dorian Grey” di Oscar Wilde e di aver pensato che un dipinto avesse davvero la capacità di catturare l’essenza del soggetto ritratto. Non potevo spiegarmi altrimenti la sensazione avuta davanti alle opere dei grandi maestri come Caravaggio, Rembrandt, Sartorio ma anche Schiele o Lucian Freud: un travolgente e inspiegabile senso di verità e vita. Da qui nacquero due necessità urgenti: raggiungere l’abilità tecnica dei grandi artisti, capaci di cogliere appunto il concetto del vero, e cercare le risposte alle grandi domande”.

Quali consigli daresti a un giovane che voglia intraprendere questa strada, anche guardando alle tue esperienze personali?

“Se si crede nel proprio lavoro lo si deve fare al massimo livello, come ogni cosa del resto; dare il massimo e scegliere il meglio, frequentando gli ambienti giusti e facendosi conoscere dagli addetti ai lavori. Non bisogna mai dimenticare l’importanza del confrontarsi con le realtà valide del settore, spunto di riflessione e di crescita sia artistica che lavorativa”.

Verso dove sta andando oggi la tua ricerca stilistica e quali i progetti per il futuro?

“Nell’ultima personale curata dal dott. Di Giuseppe, intitolata  “Ad Originem Reverti. Evocazione alla pittura”, ho studiato le tecniche pittoriche e la raffigurazione del Cinque-Seicento, utilizzando il mito e il simbolo per indagare l’inconscio personale oltre che collettivo. Mi sono ispirata a simbolisti come Franz Von Stuck. Ultimamente, invece, ho ripreso a lavorare sull’identità, in particolare sul concetto del doppio: la duplicità dell’animo umano e il trasformismo mi affascinano da sempre, sebbene mi inquietino allo stesso tempo. Credo siano comunque temi di estrema attualità per l’uomo contemporaneo che sembra “dimezzato”, citando Calvino, alla ricerca dell’equilibrio tra impulsi opposti.
Il mio percorso prosegue anche nella tecnica pittorica, infatti sto lavorando per far coesistere le modalità antiche con uno stile più immediato e, se vogliamo, contemporaneo. La mia prossima mostra personale è in programma per il 2018″.

Nel frattempo dove possiamo ammirare i tuoi lavori?

“Alcune opere sono attualmente in mostra ad Artefiera presso la Galleria Serafini Fabrizio in C.so Umberto I, 43 Montesilvano (PE) sino alla fine di settembre. Potete anche visitare il sito www.giuliamugianesi.weebly.com o contattarmi alla pagina Facebook giuliamugianesi.art/”.

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Chiara Giacobelli è una scrittrice e giornalista nata nel 1983. Si è laureata a pieni voti in Scienze della Comunicazione e poi Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. E' iscritta all'Ordine dei Giornalisti dal 2006 e ha pubblicato undici libri, tra cui il pluri-premiato saggio biografico "Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo" realizzato insieme ad Alessio Accardo di Sky Cinema e al critico Federico Govoni. Nel 2016 è uscito il suo romanzo d'esordio "Un disastro chiamato amore" edito da Leggereditore del gruppo Fanucci. Come giornalista collabora anche con il gruppo Cairo Editore (Bell'Italia e In Viaggio), Affari Italiani, Luxgallery, oltre a tenere un blog culturale sull'Huffington Post. Il suo sito è www.chiaragiacobelli.com, oppure potete seguirla tramite Facebook, LinkedIn e Twitter.