“I tempi stanno cambiando… dovresti saperlo: li hai cambiati tu!”

Nel 1973 la TV americana ha trasmesso uno degli eventi sportivi più attesi di tutti i tempi con un seguito di 90 milioni di spettatori in tutto il mondo; La Battaglia dei Sessi: una partita di tennis fra la campionessa del mondo, la ventinovenne Billie Jean King (Emma Stone), e l’ex campione e scommettitore seriale, il cinquantenne Bobby Riggs (Steve Carell).

44 anni fa la tennista Billie Jean con le altre campionesse d’America fu cacciata dalla Federazione perché pretendeva gli stessi diritti, cioè la stessa retribuzione dei tennisti uomini, che, a detta dei vari procuratori, erano più belli e divertenti da vedere. Quella di Billie Jean è stata una lotta contro la discriminazione non solo tra uomini e donne, ma anche una sfida estremamente intima: essere liberi di amare chi si vuole.

Sposata con un uomo, ma in realtà attratta dalle donne, il suo coraggio e discrezione sono resi con una commovente delicatezza dalla produzione del film. Comunque erano anni non facili. Nemmeno ora se vogliamo dirla tutta. Ma nel 1973 la battaglia femminista portata avanti da Billie Jean era più che rivoluzionaria perché stava scrivendo la storia.
Prima di quel match, Billie Jean si era già battuta per la parità fra uomo e donna nel tennis, un settore in cui i premi in denaro assegnati alle donne valevano 1/12 di quelli degli uomini; fu la prima donna a partecipare al torneo Virginia Slims, che consentiva alle donne di stabilire il proprio compenso; fondò la Women’s Tennis Association (WTA) e diventò la prima tennista a guadagnare oltre 100,000 dollari all’anno. Ma il match contro quel “maiale maschilista” di Riggs ha segnato una svolta e dato speranza in un possibile cambiamento.

“L’effetto che questa partita ha avuto sulla vita di Billie Jean King, sulla società e sullo sport, è stato immenso. Non credo che Billie Jean avrebbe mai immaginato l’impatto che quella giornata avrebbe avuto, in tanti settori diversi. Ma in quel momento sentiva su di sé solo la pressione di essere diventata la rappresentante dell’intero movimento femminista, e questo l’ha resa ancora più appassionata nel modo di giocare”

ha detto Emma Stone, che non sapeva cosa fosse il tennis e ha messo su ben sette chili di muscoli e così la produzione ha posticipato le riprese per farla allenare.
La sceneggiatura di Simon Beaufoy e la regia di Jonathan Dayton, Valerie Faris (Little Miss Sunshine) – che hanno appositamente ricercato gli effetti di un film anni ’70 –  riescono a cogliere l’atmosfera dei tempi, il lato politico e personale dei personaggi messa in scena. La Battaglia dei Sessi introduce i due personaggi in modo separato: la vita discreta dedita allo sport di Billie Jean, circondata dalle sue compagne di squadra; la quotidianità annoiata di Bobby, relegato a un lavoro d’ufficio, lontano dai campi. Due storie parallele però destinate non a incontrarsi, ma a sfidarsi. Un gioco per Bobby. Una guerra per Billie Jean.

La Battaglia dei Sessi è un film emotivo perché riesce a catturare i sentimenti dei personaggi anche nelle coreografie della partite. Anche perché tutto il cast offre una performance convincente sia nei momenti drammatici che in quelli più lievi della commedia. La Battaglia dei Sessi è una buona commedia velata di tenera malinconia.

Titolo originale: Battle of the Sexes
Nazione: U.S.A., Regno Unito
Anno: 2017
Genere: Biografico, Commedia
Durata: 121′
Regia: Jonathan Dayton, Valerie Faris
Cast: Emma Stone, Steve Carell, Andrea Riseborough, Elisabeth Shue, Natalie Morales, Sarah Silverman, Bill Pullman, Alan Cumming, Eric Christian Olsen
Produzione: Cloud Eight Films, Decibel Films, Fox Searchlight Pictures
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 19 Ottobre 2017 (cinema)