“La belle saison (Summertime)” di Catherine Corsini

Un'estate indimenticabile

Un film profondo, delicato e attento sulla crescita e la presa di coscienza di una giovane donna che impara a interpretare i suoi sentimenti a e confrontarsi con gli altri e con la realtà.
Ambientato nella Francia dei primi anni Settanta, in pieno clima di rivendicazioni femministe e libertarie, racconta della giovane Delphine, che vive in campagna e ama la sua terra, che coltiva con energia e passione aiutando la famiglia. Ma nell’ambiente chiuso e ostile della provincia non può trovare quelle riposte ai suoi bisogni emotivi e alla sua crescita psicologica che invece trova trasferendosi a Parigi. Nella grande capitale, dove ottiene un impiego, è attratta dalla più adulta Carole, che guida un collettivo femminista del quale anche lei entra a far parte. La giovane della campagna, vigorosa ma non sprovveduta, porta nel gruppo una energia nuova che permette azioni incisive e esaltanti. Il gruppo di donne è descritto in modo stupendo, con una caratterizzazione psicologica delle diverse personalità efficace e viva. Ammalatosi gravemente il padre, Delphine è costretta però a ritornare alla campagna e inizia a guidare l’azienda agricola con consapevolezza e decisione, confrontandosi con uomini che vorrebbero vederla in un non più proponibile ruolo subordinato, come era sempre stato per le donne del paese, compresa la sua stessa madre.
Carole la raggiunge ben presto e le due innamorate condividono quella straordinaria, meravigliosa estate di raccolto e mietitura. Una “saison” davvero “belle” non solo per clima estivo (come suggerisce anche il titolo tradotto in inglese in “Summertime”) e per il paesaggio magnifico, ma anche e soprattutto per quel percorso unico e indimenticabile di crescita e maturazione, per la scoperta appassionata e entusiasta della sessualità, ancorché praticata con la precauzione di non venire scoperte. Precauzione purtroppo inutile, che porterà alla dolorosa ma consapevole separazione delle due donne. Come peraltro aveva già previsto Antoine, giovane del paese da sempre innamorato di Delphine “Lei non lascerà mai i suoi campi per nessun motivo al mondo”. E non lo farà, neppure per amore di Carole.

È molto interessante questo esito per nulla scontato: la giovane contadina è una persona che sa amare e godersi la vita ma che antepone all’istinto e ai sentimenti valori antichi e tenaci come la solidità, la concretezza, la sua terra. Insomma: è una giovane donna che, così come si fa in campagna per il raccolto, ha la pazienza di attendere che i tempi per le scelte siano maturi, anche a costo di sacrificare attimi meravigliosi. È un film che lascia un segno nello spirito, per la sua analisi psicologica, per l’interesse universale del tema, per la bellezza delle scene e l’ottima recitazione. È valso alla quasi sessantenne regista francese Catherine Corsini il premio Variety Piazza Grande a Locarno nel 2015.