La Filarmonica Toscanini a Pordenone per ricordare Bernstein

Sempre più attento ad attingere forza e ispirazione dalle grandi personalità del passato e della contemporaneità musicale, il Teatro Verdi di Pordenone rende ora omaggio a Leonard Bernstein nel centenario della nascita. L’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini, diretta da John Axelrod, allievo diretto di Bernstein, e Maurizio Baglini si uniscono per rievocare una delle figure più complete della storia del Novecento in quanto compositore, presente con alcune sue composizioni in programma, divulgatore ed interprete al pianoforte.

Un ritratto vivo, sollecitato dal richiamo al jazz del Prelude, Fugue and Riffs, scrutato dal punto di vista del musicista classico, sfruttando l’organico strumentale per dar vita a una musica che, al di là di quanto lascia intendere, non offre spazio all’improvvisazione, avviando una sorta di gioco a livello percettivo nel ricreare le atmosfere tipiche dell’epoca; della danza, grazie all’esecuzione delle versioni sinfoniche di alcuni suoi musical, da On the Town al mitico West Side Story, sostenute da un pubblico in delirio che ha letteralmente affollato il Teatro, incitando e partecipando attivamente all’esecuzione, forzando gli schemi del rigido bon ton pur di raggiungere una maggiore comodità da Jazz club, dove musica colta e popolare si scontrano e si mischiano tra sonorità seducenti nell’irresistibile richiamo di Harlem Suite di Duke Ellington.

Dalla storica esecuzione con Bernstein al pianoforte, la Rapsodia in blu invita ora sul palco Maurizio Baglini. All’inconfondibile scala iniziale, affidata al clarinetto di Daniele Titti, si scaldano così i motori dell’orchestra in un’esilarante performance arricchita da accattivanti soli pianistici che affiorano dal tessuto che connette lo strumento solista all’orchestra, in un clima di straordinaria sintonia con il direttore Axelrod, stuzzicata da ironici giochi di sguardi. Qui l’esuberanza virtuosistica al servizio di una cantabilità popolare incontra la qualità timbrica e l’affinità strumentale del più fine esecutore classico. Sorprende inoltre l’abilità di Baglini nell’abbracciare ed intrecciare, sempre con rinnovato entusiasmo, una progettualità sull’altra. Così dal terzo episodio discografico dell’integrale pianistica di Schumann, fresco di stampa per l’etichetta Decca, Maurizio Baglini ringrazia il suo pubblico con due fuori programma, Zart und Singend da Davidsbündlertänze e Träumerei da kinderszenen.