Occorre iniziare inquadrando brevemente, perché la memoria dei fatti spesso si perde.

Il 22 febbraio del 1985, l’allora presidente François Mitterrand affermava che la Francia non avrebbe estradato i terroristi italiani, a eccezion fatta per coloro che avessero commesso evidenti crimini di sangue; una posizione che rispecchiava in pieno la tradizione francese di offrire rifugio a chi era costretto per motivi politici all’espatrio. Le maglie però ben presto si allargano e anche i condannati rimasero in Francia. Veniva loro offerta una seconda chance: la possibilità di inserirsi nella società, di trovare un lavoro e di crearsi una famiglia.

L’abbandono della “dottrina” Mitterand data il 2002, quando la destra francese ritorna al potere; nello stesso anno, in Italia, viene assassinato Marco Biagi, giuslavorista, collaboratore del governo italiano, impegnato a rimodellare le legge sul lavoro. Al momento dell’agguato Marco Biagi è senza scorta: gli era stata revocata qualche tempo prima. Le Nuove Brigate Rosse rivendicano l’attentato e l’inchiesta si indirizza subito agli esuli in Francia.

E ora il film: a Bologna gli studenti universitari sono in mobilitazione contro la nuova legge sul lavoro e l’abolizione dell’articolo 18. Il professore contestato è un giuslavorista e collaboratore del governo in carica. Uscito dall’aula viene freddato sulle scale dell’università; l’attentato viene rivendicato, si riapre la questione degli ex BR esuli oltralpe. Per Marco sono passati vent’anni lontano dall’Italia, i contatti con la famiglia interrotti. Ex terrorista, condannato per omicidio, in Francia si è ricostruito una vita. Viola, sua figlia, ha sedici anni, ama studiare e gioca a pallavolo.

Dopo l’omicidio di Bologna, Marco viene sospettato di esserne il mandante, il governo italiano ne chiede l’estradizione. Lui decide di non farsi trovare, di scappare con Viola; il tempo necessario per i nuovi documenti per poi ricominciare altrove, in America Latina. A Bologna, la sua famiglia, rimane sconvolta da i nuovi sospetti, dopo vent’anni anche per loro si riapre un drammatico capitolo che mette in conflitto i rapporti e costringe tutti a pagare nuovamente le colpe ascritte a Marco.

Presentato a Cannes ’17 nella sezione Un Certain Regard, il primo lungometraggio di Annarita Zambrano, classe ‘72, vuole restituire una porzione della nostra storia, raccontata dal punto di vista intimo delle relazioni affettive. In scena sono le ricadute sulle vite dei familiari che la scelta di lotta e di opposizione violenta al sistema hanno potuto provocare. Al centro è la relazione genitore/ figlio: Marco e sua madre, Marco e Viola, relazione caratterizzata da un’assenza reale o da una presenza incapace di accudire, incapace d’amore. Viola, che dovrebbe essere la testimonianza vivente della nuova vita del padre, del suo cambiamento, è di fatto un’altra sua vittima, come lo sono in diversa misura i famigliari rimasti a Bologna: la madre che ha imparato a sopportare la perdita e la violenza degli altri, la sorella docente che si trova improvvisamente figura scomoda all’interno dell’istituto in cui lavora e il cognato, procuratore in fase di nuova nomina, che si auto sospende dal concorso per inopportunità. Marco, chiuso in sé stesso, si percepisce vittima in fuga del tradimento francese, non abbandona mai la maschera dell’ex terrorista, non cede nessuna attenzione paterna, dando alla storia una fissità davvero poco interessante. E alla fine, per riparare i danni, sono necessari più colpi di scena e una sola via d’uscita.

Un film che vorrebbe ripercorrere in profondità la nostra storia recente, scandagliando gli animi dei protagonisti, ma che si rivela acerbo e di scarsa densità.

Titolo originale: Après la guerre
Nazione: Francia
Anno: 2017
Genere: Drammatico
Durata: 100′
Regia: Annarita Zambrano
Cast: Giuseppe Battiston, Barbora Bobulova, Marilyne Canto, Charlotte Cétaire, Fabrizio Ferracane, Orfeo Orlando, Elisabetta Piccolomini
Produzione: Sensito Films, Cinémadefacto, Movimento Film
Distribuzione: I Wonder Pictures
Data di uscita: 03 Maggio 2018 (cinema)