La nuova stagione del Teatro La Fenice nell’ultima conferenza di Chiarot

Il sovrintendente indica la strada prima di passare al Maggio Fiorentino

Non riesce a trattenere attimi di commozione il sovrintendente Cristiano Chiarot nell’annunciare la sua ultima conferenza stampa alla guida del Teatro La Fenice. Dopo la recente nomina al Maggio Fiorentino, il sovrintendente uscente si augura che l’attuale direttore artistico, Fortunato Ortombina, possa proseguire il lavoro avviato in tutti questi anni, forte di una squadra pronta ad assicurare un futuro roseo al Teatro.

Come da tradizione, molti i titoli d’opera e le nuove produzioni proposte da intrecciare a quelle di repertorio del Teatro, riprese ogni volta con un cast diverso, proprio per assicurare al pubblico la stessa emozione di una prima. Tra le figure più presenti a Venezia, il direttore Myung-Whun Chung che, oltre ad inaugurare la stagione lirica con Un ballo in maschera di Verdi per la regia di Gianmaria Aliverta, riprende La bohème di Puccini, dirigerà la Quinta Sinfonia di Mahler e sarà in diretta su Rai1 per il tradizionale Concerto di Capodanno.

Grande curiosità si addensa attorno La vedova allegra di Lehár in una nuova produzione affidata a Damiano Michieletto e alle scene di Paolo Fantin, per la direzione di Stefano Montanari, e alla prima italiana di Richard III di Giorgio Battistelli, tratto da Shakespeare per la regia di Robert Carsen. Le metamorfosi di Pasquale di Spontini, Zenobia regina de’ Palmireni di Albinoni e l’Orlando furioso di Vivaldi tornano alla città che le ha tenute a battesimo in una serie di produzioni che prevedono il coinvolgimento del Conservatorio e dell’Accademia di Belle Arti, oltre ad interpreti d’eccezione come Diego Fasolis (Orlando furioso) e Fabio Ceresa, migliore regista emergente dell’anno agli Opera Awards di Londra.

Nel centocinquantesimo anniversario della morte, il Teatro celebra Rossini con un progetto articolato su tre opere, quali Il barbiere di Siviglia, Il Signor Bruschino e Semiramide con Jessica Pratt nel ruolo principale, mentre tra i titoli di repertorio vengono ripresi La Traviata con il debutto di Nadine Sierra in Violetta, Madama Butterfly e Norma con Mariella Devia e Carmela Remigio nel ruolo di Adalgisa.

Una ricorrenza importante per il territorio anima il programma del concerto d’apertura della Stagione Sinfonica, intitolata L’eredità di Schubert, dedicato al centenario di Porto Marghera. Per l’occasione, Donato Renzetti dirigerà il finale del primo atto di Attila di Verdi, opera dedicata alla nascita di Venezia, e la Sinfonia Dal nuovo mondo di Dvořák, insieme a una nuova composizione di Fabio Vacchi, improntata su alcuni importanti testi della poesia operaia. Così le Sinfonie di Schubert si accompagnano a lavori dei compositori del secondo Novecento italiano come Rota, Respighi e Wolf-Ferrari, tranne che per la Seconda, accostata all’Idillio di Sigfrido di Wagner e alle Enigma Variations di Elgar in una serata cucita per il maestro Sir Jeffrey Tate, improvvisamente scomparso.

Grande partecipazione è prevista per il concerto di Henrik Nánási con Giovanni Andrea Zanon solista nel Primo di Bartók, promessa del violino, idolo delle nuove generazioni.

A concludere con la danza, il Teatro La Fenice accoglie il Reale Balletto delle Fiandre per tre coreografie su Ma Mère l’Oye, firmate da Jeroen Verbruggen e Sidi Larbi Cherkaoui, Michail Baryšnikov, protagonista di uno one man show ispirato alle poesie di Brodsky e Les Étoiles, tradizionale gala di danza classica