Patience (Isabelle Huppert) è un’ interprete in forza alla Polizia di Parigi: si occupa principalmente di traduzioni dall’arabo. Figlia di un truffatore algerino, vedova di un uomo che santo non era, madre di due splendide ragazze e figlia di una donna ebrea ingombrante, ora ricoverata in un centro, fa fatica a mantenersi. Vive in un condominio abitato da cinesi, è l’unica “europea” a essere rimasta lì, ed è indietro con le spese di condominio, cosa che l’amministratrice, Madame Fo (un’esilarante e stupenda Jade-Nadja Nguyen), le ricorda con sguardi piccati.

Tratto dal romanzo La Bugiarda (2020) di Hannelore Cayre (qui co-sceneggiatrice con il regista e Antoine Salomé), La Padrina – Parigi ha una nuova regina (il titolo originale suona più come “matrona” che padrina) è una deliziosa commedia dal ritmo di un thriller con personaggi ben scritti e, nemmeno a dirlo, interpretati con crescente disinvoltura.

Quando nelle intercettazioni telefoniche, Patience scopre che nell’arrivo di un “pesante” carico (700 kg) di hashish è coinvolto il figlio di una donna a lei cara, interviene per non farlo “beccare”.

Scoperto dove il giovane ha nascosto l’ingente carico di stupefacenti, si rimbocca le maniche e indossa il velo trasformandosi in una donna araba, trova due spacciatori locali per la distribuzione e diventa una boss del narcotraffico locale. Inizia a saldare i debiti e a mettere un bel po’ di contanti da parte per il suo futuro, mantenendosi in un equilibrio precario tra il lavoro in polizia e lo spaccio.

Una meravigliosa e attraente Isabelle Huppert – che parla in arabo con scioltezza – rende grintoso ed elegante questo film, che consigliamo vivamente perché non annoia e non delude le aspettative iniziali.