Silvia Avallone, dopo la Piombino di Acciaio e la vallata nel Biellese di Marina Bellezza, racconta le vite di ragazzi, uomini e donne in una lontana, arrabbiata e ambiziosa periferia di Bologna.
Tra chi si considera nato per perdere e chi ha fatto di tutto per allontanarsi dalle proprie origini, tutti sono mossi dalla rabbia di voler far parte di quel mondo pieno di perfezioni che c’è oltre. E non importa le cose che sono successe e “l’irrecuperabile che ci è caduto dentro”, non importa il successo che si è raggiunto, l’affanno per allontanarsi dai pomeriggi sul divano assuefatti dalla televisione, correre via il più lontano possibile da casermoni di palazzine dove le vite degli altri sono le proprie, indesiderate o odiate, o sperare per i propri figli un futuro migliore, il desiderio di un indeterminato futuro perfetto brucia gli animi.
Adele, non ancora maggiorenne è incinta di un bulletto criminale del quartiere. Manuel per un pezzetto di mondo placcato oro è disposto a tutto. Dora e Fabio si amano quasi da sempre, ma il desiderio di un figlio li sta logorando. Zeno, dall’alto dei suoi diciassette anni, ha una mente brillante e diversa e ha già imparato che non può essere felice solo lui.

Silvia Avallone racconta le loro vite, con quella sua tipica scrittura ampia e curiosa nelle descrizioni, che sa tenere in ostaggio il lettore pagina dopo pagina.
Costruito con la perizia di un romanzo giallo, che intreccia le storie dei protagonisti, Dove la vita è perfetta dialoga con il lettore creando in lui una tensione forte, una suspense emotiva.
Straziante, doloroso e reale in tutti i suoi particolari, il nuovo romanzo di Silva Avallone è un fiume in piena di vita.

 

 

 

 

 

Silvia Avallone, Da dove la vita è perfetta, Rizzoli 2017, pp 384, €19