Venerdì 13 aprile va in scena presso il Teatro Belvedere di Mirano L’è morta ma ghe
bàte el cor, un progetto di Susanna Bissoli, Letizia Quintavalla e Rosanna Sfragara,
curato da Cristina Palumbo dell’associazione Echidna Cultura.
La storia, ambientata nel 1948 in un paesino della provincia veneta, racconta
dell’apparizione della Madonna a una giovane donna figlia di contadini, che le
predice il giorno e l’ora della morte. Da quel momento in poi la santa diventa motivo
di attrazione per pellegrini e curiosi e motore dell’economia del paese, fino a che la
ragazza, anziché morire, resta paralizzata alle gambe e sulla vicenda cala il silenzio.
“Lo spettacolo fa riferimento a una storia vera raccontata dal padre a Susanna Bissoli che, dopo un lungo periodo di studi, scrittura e raccolta di materiali ha voluto usare ilpotente mezzo del teatro per raccontarla, così affermando:
“questo è un lavoro che parla del sacro: delle visioni di una santa, di una folla che si raduna in attesa di un miracolo, del luccichio del sacro dentro dei frammenti di memoria. Questo è un lavoro nato dall’amicizia di tre donne, una regista-drammaturga, un’attrice e una scrittrice, che si sono ritrovate dopo dieci anni per aiutare la scrittrice a raccontare una storia che la ossessionava. Forse la sua. Questo è un lavoro che vede in scena due donne e una bambina che si confrontano con la malattia, il corpo, la morte, il mistero dell’essere al mondo, ma anche la storia di una donna a cui la Madonna aveva profetizzato la morte e che non muore, la storia del deserto di solitudine che attende chi vive oltre la propria fine, di una donna il cui sacrificio diventa non morire, ma continuare a vivere tenendo sulle ginocchia il proprio corpo morto, come nellaPietà di Michelangelo.”
Gli spettatori vengono disposti in cerchio come fossero chiamati a un’assemblea per
ricordare la folla riunita la sera attorno alla santa: in scena due donne e una bambina
che parlano in dialetto, la lingua dei protagonisti di questa storia che affondano le
loro radici nella Bassa Veronese.
Prezzo dei biglietti:
10 €
– biglietto unico
Prenotazione obbligatoria:
Echidna Cultura
tel 041412500 – 3409446568
info@echidnacultura.it
(martedì, giovedì, venerdì ore 9>13 / lunedì e mercoledì ore 14,30 > 18,30)