“L’estate addosso” di Gabriele Muccino

Gabriele Muccino torna ad abbordare il mondo dei giovani con il suo nuovo film presentato alla Mostra del Cinema.

Il titolo é lo stesso della canzone/colonna sonora di Lorenzo Cherubini; scritto dal regista con Dale Nall, L’estate addosso è ambientato tra Roma, San Francisco, Cuba, New York e voli Alitalia.

È l’estate della maturitá per Marco e Maria, compagni di classe di un liceo internazionale; si sono sempre snobbati: lui ragazzetto fricchettone, lei signorina perbene e moralista. Vulcano, un loro compagno di classe che è in California per studiare e fare altro, organizza per Marco e Maria un soggiorno a San Francisco presso due amici. I due giovani si ritrovano vittime inconsapevoli dell’organizzazione di questo viaggio che avrebbero preferito fare da soli.

Matt e Paul, una coppia affiatata, li ospitano con generositá per ben più di una settimana. Maria, superato in qualche giorno il pregiudizio sui gay, o froci come li chiama lei, si libera dal conformismo con cui è stata cresciuta; abbandona camicette abbottonate e scopre l’ombelico. Marco rimane sè stesso, scoprendo anzi un sentimento, che mai avrebbe immaginato di provare per quella che tutti definiscono “una suora”.

Il rapporto tra Matt, Maria, Paul e Marco diventa sempre più stretto, come fossero amici da una vita e più. Matt e Paul rivelano ai due nuovi amici romani le difficoltá iniziali della loro relazione; Marco e Maria, nemmeno ventenni, diventano i loro confidenti e consiglieri… Nel giro di quasi un mese, il quartetto si aiuta e sostiene …

L’estate addosso, recitato in inglese e in italiano, a volte anche con un botta in inglese e risposta in italiano, è un film che viaggia sul pelo d’acqua. Solca onde senza affrontarle. Manca totalmente di profondità, non affronta gli argomenti, e ce ne sono fin troppi, di petto: il futuro, l’università, i rapporti eterosessuali e omosessuali, il lavoro, la crisi italiana, la differenza culturale, il viaggio della vita, i tradimenti, la famiglia, i sogni. Troppo telefonato, retorico e banale nei dialoghi patinati, questo film manca di una qualche energia, non riesce a essere intrigante e neppure magnetico. Galleggia, non affonda, ma non naviga.