E.O. Chirivici, romeno della Transilvania, che da qualche anno vive in Inghilterra, ha scritto un romanzo giallo che gli editori si sono contesi alla Fiera di Francoforte nel 2015.

“L’idea del Libro degli specchi è germogliata tre anni fa, durante una chiacchierata con mia madre e mio fratello maggiore, che erano venuti a trovarmi a Reading, dove risiedevo all’epoca. Gli raccontai che ricordavo il funerale di un calciatore locale, morto molto giovane in un incidente stradale quando io ero piccolo. Loro mi dissero che all’epoca ero praticamente un infante, era impossibile che mi avessero portato al funerale con loro. Ma io insistei, dicendo che ricordavo perfino che la bara era aperta e che c’era un pallone da calcio posato sul petto del povero ragazzo. Sì, quel particolare era vero, mi dissero, ma probabilmente me lo ricordavo perché ne avevano parlato loro, o mio padre, dopo essere andati al funerale. «Ma di certo tu non c’eri con noi quel giorno» disse sicura mia madre. Era solo un piccolo aneddoto, ma rappresentava appieno la capacità della mente di truccare o perfino falsificare certi ricordi.”

Chirovici ambienta questo suo intrigante giallo in America. E’ un libro narrato a tre voci – uno scrittore fallito, un giornalista e un poliziotto in pensione – ma all’interno del racconto diversi personaggi fanno sentire la loro voce e soprattutto i loro ricordi. La storia comincia qualche anno fa, dalle prime pagine di un manoscritto inviato a un editore. L’autore racconta un episodio vero, di trent’anni prima, l’omicidio irrisolto di un famoso professore di Princeton; lui dice di conoscere la verità perché era stato un sospettato, ma solo ora, dopo aver ricevuto una notizia, ha messo insieme i puzzle di quel delitto. Ma il manoscritto si interrompe proprio sul bello… Nel frattempo l’autore muore per malattia. L’editore, che ha capito che ha per le mani un bestseller incarica un amico giornalista di indagare. Si apre così la seconda parte del romanzo dove le ricerche del giornalista lo fanno interagire con i personaggi ambigui descritti in quelle prime pagine. Durante la ricostruzione dei fatti di trent’anni prima, il giornalista chiede consiglio a un poliziotto in pensione che all’epoca dei fatti aveva seguito il caso. E sarà la sua voce a narrare la conclusione del romanzo.

Il Libro degli Specchi parte con una scrittura convincente fin dalle prime righe. E’ soprattutto un romanzo di personaggi che si riflettono nella mente del lettore lasciando tracce e opinioni che poi vengono confutate per lasciar posto ad altre supposizioni. Chirovici con abilità traccia diversi punti di vista che inducono il lettore a cercare di districarsi tra le varie voci di innocenza e di accuse di colpevolezza, per trovare l’omicida. Ma in realtà il giallo è forse la trama secondaria. La narrazione del delitto e la ricerca del colpevole sono due elementi a favore di un altro aspetto: la percezione della realtà da parte dei diversi personaggi. Sono infatti i loro ricordi, la loro soggettiva, a modellare le indagini. E i loro ricordi creano dei dubbi, a volte subdoli, tra loro stessi.

Il Libro degli Specchi è romanzo che appaga il lettore.

E.O. Chirovici, Il Libro degli Specchi, Longanesi, 2017, pp 320, €16,90