Freespace è Architettura. E’ forse necessario leggere il manifesto di questa 16. Esposizione Internazionale di Architettura, scritto dalle due curatrici Yvonne Farrell e Shelley McNamara, per riuscire a riconoscere un chiaro filo conduttore all’esposizione ed allo stesso tempo trovare la conferma che la chiave di lettura non risieda in una specifica accezione data al concetto di Freespace, ma come piuttosto Freespace si configuri come il terreno libero su cui i partecipanti hanno potuto esprimere la propria idea di Architettura, intesa come disciplina strettamente connessa non solo all’abitare ma alla costruzione dell’ambiente in cui si svolgono gran parte delle attività delle persone e nel quale trascorrono la propria esistenza.

Quando ci si trova in un paesaggio del tutto privo di azione antropica è la terra stessa ad essere architettura, riferimento primo e terreno entro cui muoversi e a cui rispondere. In questo senso si può intendere la “terra come cliente” indicata dalle curatrici, come custode e giudice al cui giudizio rispettosamente rimettersi. Terra sono i suoi stessi abitanti. La terra offre il terreno e i materiali dell’architettura, luce, sole, aria..

Ci piace pensare che il termine “generosità” dell’architettura voglia riflettere i molteplici aspetti e soprattutto gli effetti che un progetto ed in particolare un’architettura portano con sé, in termini di configurazione spaziale e di qualità dello spazio costruito, di effetto sulla vita di quanti ne fruiscono, ne sono circondati o si trovano semplicemente ad attraversarlo distrattamente. Generosità che però riesce a manifestarsi completamente nella sua accezione positiva laddove la risposta fornita dall’architetto sia di qualità, riesca a rispondere alle esigenze delle persone e, nelle sue più riuscite realizzazioni, ad emozionarle.

Premesso tutto questo non può che derivarne una gran molteplicità di risposte e riflessioni sul “fare architettura”, come dimostrano i progetti esposti nei due spazi delle Corderie dell’Arsenale e del Padiglione Centrale ai Giardini.