Marcello Mascherini e Padova

Marcello Mascherini (1906-1983), nato a Udine ma triestino per formazione artistica, consacrato scultore a Roma negli ultimi anni trenta del secolo scorso con il Premio Unico dell’Accademia d’Italia, viene onorato a Palazzo Zuckerman a Padova con una Mostra di 50 sue sculture (5 maggio-30 luglio 2017), rendendo alla Città del Santo il suo omaggio per le molteplici sue presenze artistiche patavine. Per l’Università di Padova infatti collabora alla decorazione dell’arco d’accesso del Senato Accademico, eseguendo altresì per la Basilica del Santo i battenti del portale in bronzo con le figure di Minerva e Apollo nonchè il Crocifisso per la stanza del Rettore.

Per consacrare la profonda amicizia con l’artista padovano dello smalto, Paolo De Poli, espone in questa occasione due opere eseguite insieme quali “Il Gallo” (1957) e “Cavalli Euganei” (1969) : i bronzi mascheriniani abbelliti dai colori vivacissimi di Paolo de Poli.

I suoi bronzi, carichi di vitalità drammatica e lirica insieme, ripercorrono i momenti salienti della sua produzione, rispecchiando nel contempo i percorsi storici dell’arte italiana del ‘900.

Si rende omaggio in questa Esposizione a uno dei più grandi interpreti della plastica del Novecento, ricca di un fresco e nuovo linguaggio che guarda non solo al passato italico ma pure alle espressioni della scultura del mondo orientale che da secoli si affaccia e preme sulle sponde dell’Adriatico.

Mascherini, influenzato dalle opere dell’Arte Antica, soprattutto da quella egiziana oltre che a quella greca classica, imprime nei suoi bronzi una personale stilizzazione, sublimando la contemporaneità nella sacralità antica.

Nelle molteplici novità della Mostra spiccano la “danzatrice” – scelta come logos della manifestazione – è rientrata in Italia nel 1915 e “l’Amazzone”, rimasta in Germania per quasi 50 anni e apparsa recentemente sul mercato antiquario padovano.

Dai suoi bronzi si percepisce la sua identità giuliana e “carsica”: l’aspra essenzialità della natura esaltata ,nelle movenze dei tocchi scultorei, dai soffi della bora e da solenni silenzi. Arte plurale, non chiusa nel localismo, aperta agli influssi mitteleuropei. Questa capacità istintiva e geniale di captare l’arte europea caratterizza il suo respiro cosmopolita in anni in cui la dittatura mussoliniana atrofizzava nel chiuso i nostri confini.

Per chi volesse allettarsi dell’arte futurista é esposta nelle sale dei Musei Civici agli Eremitani di Padova una mostra da non perdere sulle “impennate” artistiche dell’aereopittura (5 maggio – 30 luglio 2017). Questa Esposizione segna una profonda frattura fra il primo e secondo Futurismo caratterizzato “dall’aspirazione al cielo”, con l’ansia “di staccarsi da terra e di realizzare una prima estetica del volo e della vita aerea”. La mostra con circa 60 opere, tra dipinti e disegni, ricostruisce in maniera organica lo sforzo critico profuso da Marinetti e da altri rappresentanti del Movimento nella messa a punto delle teorie espresse dal Manifesto dell’Aeropittura.

Informazioni ingresso con bigliettazione Musei Civici agli Eremitani orario 10:00– 19:00. chiusura tutti i lunedì non festivi tel. +39 049 8205664 musei@comune.padova.it