I migliori dischi del 2016 – Parte I

Purtroppo non è possibile considerare l’anno musicale in corso senza citare le “pesanti” perdite in termini artistici e umani che il mondo della musica ha subito nel 2016: su tutti impossibile non nominare David Bowie, Leonard Cohen, Prince e George Michael. Ma il vuoto lasciato simbolicamente da questi artisti è stato colmato, fortunatamente, da una folta schiera di uscite degne di nota che in parte ci aiuteranno a elaborare il lutto. Parlando della morte di Bowie e Cohen siamo quasi tenuti a onorare la loro scomparsa dedicando un approfondito ascolto ai rispettivi ultimi lavori dei due musicisti: nello stilare una lista dei migliori dischi usciti nel 2016, quindi, ‘Darkstar’ di Bowie e ‘You Want It Darker’ di Cohen sono da considerarsi dei “fuori concorso” di lusso, imprescindibili all’ascolto e lontani da qualsiasi classificazione. Entrambi dischi intensi e profondi, entrambi testamenti spirituali e artistici che possono aiutarci a ripercorrere doverosamente le carriere dei due autori.

Nel proporvi una selezione dei migliori dischi del 2016 abbiamo scelto di evitare forzate classifiche: questi sono i lavori che più si sono messi in luce e che speriamo possano vincere la sfida del tempo.

Nick Cave & The Bad Seeds – Skeleton Tree

Bisogna dirlo: l’ascolto dell’ultimo lavoro di Nick Cave è subordinato alla visione del film-documentario ‘One More Time With Feeling’ realizzato dal regista neozelandese Andrew Dominik e di recente presentato a Venezia ’73. L’opera cinematografica di Dominik racconta proprio la genesi di ‘Skeleton Tree’ e lo fa alternando riprese in studio di registrazione a intensi incontri verbali con Cave da cui trapela indistintamente il dolore per la morte del figlio Arthur. Dolore che, nonostante il cantautore australiano cerchi di nascondere, si riversa nelle tracce del disco in modo commovente. Tutto di ‘Skeleton Tree’ parla di quell’indicibile perdita: la voce rotta e quasi lancinante di Cave, i testi che in ogni sfumatura sembrano richiamare Arthur e la musica che nella sua struggente bellezza fa quasi male. Un album potente ed evocativo ma da maneggiare con cautela.
Tracce imperdibili: ‘Jesus Alone’, ‘Girl In Amber’, ‘I Need You’

Damien Jurado – Visions Of Us On The Land

Il cantautore americano Damien Jurado è quasi sempre una scelta facile e azzeccata, una vera e propria garanzia, vista la sua straordinaria abilità di sfornare così tanti dischi di qualità nell’arco di una carriera condensata ma ricchissima di produzioni. ‘Visions Of Us On The Land’ è un epico concept album che propone quello a cui Jurado riesce meglio: un folk che è la quintessenza dell’idea di America che noi tutti ci siamo fatti pensando alle grandi highway che attraversano il cuore degli Stati Uniti. Un disco visionario come gran parte dei lavori di Damien Jurado, con derive psichedeliche care ai nostalgici dei ’70 ma fondamentalmente una raccolta di canzoni senza tempo da ascoltare possibilmente on the road.
Tracce imperdibili: ‘Mellow Blue Polka Dot’, ‘QACHINA’, ‘On The Land Blues’

Cosmo – L’ultima festa

Secondo lavoro solista per il piemontese Marco Bianchi, unico italiano ad aggiudicarsi un posto in questa speciale lista. Il disco di Cosmo merita di essere ascoltato per due motivi: l’interessante estro cantautorale manifesto nei testi solo all’apparenza frivoli e l’utilizzo intelligente di suoni elettronici che in qualche modo creano proprio con i testi un ossimorico ma indissolubile legame. Va sottolineato poi che per apprezzare pienamente il lavoro di Cosmo vi consigliamo di assistere a uno dei suoi concerti live dove la produzione elettronica viene ulteriormente arricchita da deviazioni improvvisate e soprattutto si esalta l’attitudine da dancefloor psichedelico già presente nel disco.
Tracce imperdibili: ‘L’ultima festa’, ‘Dicembre’, ‘Impossibile’

Anderson .Paak – Malibu

Secondo album in studio per lo statunitense Anderson .Paak, 29 anni all’anagrafe. Non è certo un segreto che la black music stia vivendo un periodo prolifico in termini di produzione ma soprattutto convincente dal punto di vista della critica. .Paak ne cavalca l’onda con questo sincero album in cui l’R’n’B fa da sfondo a variazioni ora jazz, ora soul e anche rap. Neo Soul è il termine da qualche anno coniato per dare nuova freschezza a un modo di fare musica che negli anni continua a utilizzare formule vincenti. Il disco, che racconta molto delle vicende personali dell’artista, rapisce dalle prime battute della traccia di apertura ‘The Bird’ ed è difficile rilevare flessioni nonostante il totale di 16 pezzi contenuti in esso. Continueremo a sentir parlare di Anderson .Paak, non c’è dubbio.
Tracce imperdibili: ‘Heart Don’t Stand A Chance’, ‘Am I Wrong’, ‘Come Down’

Yves Tumor – Serpent Music

Ecco un disco uscito direttamente dai meandri più nascosti dell’universo musicale. Yves Tumor, al secolo Bekeré Berhanu, rievoca i panorami musicali già percorsi da Dean Blunt e James Ferraro. Lo straniamento emotivo la fa da padrone in questo miscuglio di riverberi, voci soul, suoni ambientali ed esperimenti elettronici e quasi psichedelici. Un album a due facce che si apre languidamente in atmosfere avvolgenti per poi accompagnare l’ascoltatore in un antro oscuro quasi come in una dantesca discesa infernale: alla fine riuscirete ad uscirne ma non senza un forte senso di spaesamento.
Tracce imperdibili: ‘The Feeling When You Walk Away’, ‘Dajjal’

Nicolas Jaar – Sirens

Il cileno Nicolas Jaar, ancora giovane ma con le idee ben chiare su quale deve essere il suo ruolo sulla scena musicale contemporanea, può essere sicuramente considerato un avanguardista e, sebbene la sua produzione ufficiale sia difficilmente catalogabile, il suo concetto di Musica, ma sarebbe meglio dire di Suono, si delinea una volta di più in questo ‘Sirens’. Un disco non facile, ci teniamo a dirlo: certamente una raccolta di tracce adatte a orecchie mature, compassate, desiderose di sperimentare sonorità complesse. Potremmo quasi definire il secondo lavoro in studio di Jaar un artistico virtuosismo che merita di essere goduto da chi è alla ricerca di un’esperienza di ascolto diversa e meno scontata.
Tracce imperdibili: ‘The Governor’, ‘No’, ‘Three Sides Of Nazareth’