Mitsuko Uchida fa tappa a Treviso

La grande pianista giapponese alle prese con un tour internazionale nella doppia veste di pianista e direttore

Seconda e ultima tappa italiana di un tour internazionale, Mitsuko Uchida approda al Teatro Comunale di Treviso con un repertorio a lei caro, il Concerto K 414 e K 503 di Mozart, accompagnata dalla Mahler Chamber Orchestra.

Elegante e originale a partire dal look, di sicuro la pianista giapponese non ha disilluso l’immaginario dei tanti fan abituati ad attenderla sul palco avvolta nelle trasparenze di una vaporosa camicia colorata su scarpe dorate. Minuta e graziosamente strampalata, l’attenzione passa immediatamente al suono che il passaggio delle sue mani sulla tastiera produce, afferrando improvvisamente l’orecchio dell’ascoltatore sin dalle sue entrate piacevolmente nervose, caratterizzate da un piglio tanto sicuro al punto da apparire addirittura per qualche istante in avanti rispetto al passo dell’orchestra che la cinge al centro del palco nella doppia veste di solista e direttore. Ruolo, quest’ultimo, che si abbina maggiormente alla sua immagine esteriore piuttosto che alla maestria che continua a consacrarla come una delle più rinomate pianiste viventi del nostro secolo. La sua gestualità diventa espressione di una musicalità non filtrata attraverso il proprio strumento ma consegnata allo spazio dal desiderio di colorarne il volume attraverso pennellate di suoni. Nei punti più appassionati, infatti, risulta quasi impossibile comprendere come l’orchestra possa seguirla con un assetto a dir poco invidiabile, mossa da movenze così eccitate e confuse. Dubbio immediatamente fugato da una strabiliante esecuzione del Divertimento per orchestra d’archi di Bartók, guidata unicamente da un’intesa perfettamente calibrata sin nei minimi particolari e forgiata secondo le promesse di ascolto che da sempre hanno caratterizzato le interpretazioni del suo fondatore Claudio Abbado.

Artistic Partner della MCO insieme alla violinista Isabelle Faust e al direttore Teodor Currentzis, l’immagine di Mitsuko Uchida si impreziosisce così ulteriormente, sia agli occhi dei fan che la adorano incondizionatamente, che all’orecchio più attento, soprattutto nei passaggi solistici delle cadenze nei quali la pianista concentra una disinvoltura tale da permettere effervescenze timbriche mozzafiato, generate da una tecnica inossidabile al servizio di un’inarrestabile ricerca espressiva.