Muccino racconta “L’estate addosso”

Incontro con i protagonisti alla Mostra del Cinema di Venezia

E’ stato un Gabriele Muccino molto emozionato, quello che si è mostrato al pubblico questa sera, al termine della proiezione de L’estate addosso, suo ultimo film, presentato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia.
“Film di formazione” con protagonisti quattro ragazzi alle prese con le prime esperienze, i primi amori, le prime promesse, i primi “per sempre” e le prime responsabilità. Quattro ragazzi all’alba dell’età adulta, con tutto ciò che ne consegue.

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“E’ un’età che non avevo mai raccontato. Dici addio al tempo in cui ti viene detto cosa devi fare e davanti a te si prospetta un orizzonte di risposte che conosci, senza saperlo”, ha detto Muccino durante l’incontro al termine della proiezione. “A quell’età vuoi tuffarti nella vita, vuoi che le maschere, che fino ad allora ti avevano obbligato a indossare, cadano e vuoi crearti un tuo “essere uomo” che prima non conoscevi. Però le estati finiscono e le promesse di rimanere in contatto fanno parte di quella messa in scena che, in piccolo, rappresenta la vita stessa: si fa di tutto per sentire di esistere, ma poi si finisce per perdere tutto, anche se stessi”.
La pellicola racconta il viaggio di due ragazzi romani a San Francisco, città in cui si svolge buona parte delle scene: “Per me San Francisco è stata una città importantissima. Lì nel ’91 feci il mio primo viaggio fuori dall’Europa, che fu molto simile a quello che ho raccontato in questo film. E anche in quel caso c’era una “Maria”, che è presente in sala proprio questa sera. Poi sono diventato un regista ma, da quando ho fatto quel viaggio, ho sempre conservato il sogno di raccontarlo al cinema. Molte esperienze raccontate in questo film, infatti, sono tratte dalla mia vita reale. Tra l’altro San Francisco è una città a cui sono molto legato anche perché lì ho girato il mio primo film americano”.
Infine, un’ultima battuta sulla selezione del cast: “Prima di girare questo film non conoscevo nessuno tra gli attori che vi avrebbero recitato. Li ho scoperti tutti grazie ai provini. Il più difficile da trovare è stato Brando. Prima, infatti, per il suo ruolo avevo scovato un ragazzo di New York ma poi, quando ho visto il provino di Brando, sono rimasto folgorato e ho preteso che mi raggiungesse immediatamente a New York per girare. Tra l’altro, il suo in America è stato un viaggio molto simile a quello raccontato nel film, esami di maturità compresi”.