“Mukti bhawan – Hotel Salvation ” di Shubashish Bhutiani

Salvate il soldato Daya

Mukti Bhawan – Hotel Salvation è il primo lungometraggio diretto da Shubhashish Bhutiani, presentato alla 73esima Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione “Biennale College”.

Daya è un anziano che vive con la famiglia del figlio in un villaggio vicino al Gange e avverte da alcuni strani sogni e presagi che ormai è giunta la sua ora. Decide così di soggiornare nei suoi ultimi giorni al Salvation, un albergo spartano che ospita per una durata massima di quindici giorni i moribondi, e all’occorrenza le loro famiglie, proprio sulla riva del fiume sacro.

Bhutiani, come la maggior parte dei selezionati per la Biennale College, è un esordiente con poca esperienza e un ridottissimo budget di 150mila euro a disposizione, ma nonostante questi limiti, con l’aiuto del padre che ha ricoperto il ruolo di produttore, è riuscito a confezionare un’opera prima discreta, decisamente non ottimale sul piano tecnico, ma non spiacevole nel suo complesso. Mukti Bhawan è una commedia drammatica che sviluppa una sinossi delicata per gli argomenti che va a trattare, ovvero l’accettazione della morte e i riti religiosi e tradizionali che si prevedono in questi casi.

Con una certa dose di irriverenza (non troppa però a dire il vero) il regista va a narrare questa vicenda appesantendo il registro solo con il passare dei minuti. All’inizio, accettate le volontà del padre di andare a morire nell’eponimo albergo e lì trasferitisi, Daya e il figlio Rajiv fanno conoscenza con gli strambi personaggi che popolano il luogo, dal direttore incredibilmente materialista a una signora che, con vari stratagemmi, soggiorna lì da più di 18 anni.

La prima parte del film si compone di gag che spaziano da un umorismo semplice ed efficace a uno più nero, più provocatorio, che scherza con il valore delle tradizioni popolari. Ciononostante, nella seconda parte della pellicola la morte del protagonista si avvicina, e di conseguenza si fa più interessante la gestione dei personaggi, ora che devono affrontare veramente la morte del parente e non i suoi racconti su come sarebbe avvenuto il fatto.

Certo, ad affiancare la linea narrativa principale vi sono un paio di sotto-plot morti, creati ad hoc solo per dare più spazio a due personaggi minori della famiglia e creare un background che forse non era così necessario.

In conclusione, Mukti Bhawan è un ottimo risultato visti i limiti dettati dal budget e dall’inesperienza del regista. Se Bhutiani saprà migiorare dal punto di vista tecnico (Bhutiani usa una regia semplicissima fatta di camera fissa e luci naturali, ai limiti dell’amatoriale) potrebbe dar vita ad altre pellicole low-budget interessanti.

Titolo originale: Mukti bhawan
Nazione: India
Anno: 2016
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 102′
Regia: Shubashish Bhutiani

Cast: Adil Hussain, Lalit Behl

Data di uscita: Venezia 2016