Nasce il Premio alla produzione della Biennale Teatro

La Biennale Teatro, per volontà del suo presidente Paolo Baratta, da anni affianca alla rassegna internazionale di spettacoli una sezione College, destinata ai giovani, che nel tempo ha assunto sempre maggiore importanza (come, del resto, nelle altre sezioni in cui si suddivide l’istituzione veneziana). Ma quest’anno, il primo del mandato di Antonio Latella, si assiste a una novità assoluta. Si è infatti costituito il Premio alla produzione, un riconoscimento non soltanto onorifico al regista under 30 che proponga il progetto più riuscito. La cifra consistente assegnata, che arriva fino a 110000 euro, l’inserimento nel programma teatrale della Biennale 2018 (sotto il ‘tutoraggio’ dello stesso Latella), e l’obiettivo dichiarato di far girare lo spettacolo in altre piazze fanno la differenza.

L’investimento sui giovani, dunque, assume anche dimensioni concrete e non più esclusivamente esperienziali, che peraltro, grazie ai maestri invitati, continuano a essere fondamentali nel percorso formativo degli artisti di domani.

Dopo un percorso partito con il bando dello scorso marzo e suddiviso in tre tappe, l’ultima delle quali, riservata a soli sei finalisti, si è svolta durante il Festival, ad aggiudicarsi il premio è stato Leonardo Lidi, piacentino del 1988 diplomatosi come attore alla Scuola di teatro di Torino diretta da un artista esperto e sperimentale come Valter Malosti. Sin dall’inizio, Leonardo affianca alla recitazione l’interesse per la regia e per la drammaturgia contemporanee, e – oltre a qualche titolo come interprete (tra cui l’Amleto firmato proprio da Malosti), nel quale veste i panni del protagonista – ha già avuto modo di costruire spettacoli stando dietro le quinte, prima a livello semiprofessionale, con l’Accademia dei Filodrammatici di Piacenza guidata da Enrico Marcotti, poi presso lo Stabile di Torino, dove ha allestito e curato la drammaturgia dello spettacolo per ragazzi Peter Pan – Il sogno di Wendy e in seguito della trilogia teatrale di Natalia Ginzburg intitolata Qualcuno che tace. Ma certo l’occasione offertagli dalla Biennale è probabilmente il punto di svolta di una carriera che inizia sotto i migliori auspici.

Esauriente la motivazione che accompagna il premio: «In tutte e tre le tappe del bando Lidi ha mostrato una sicurezza e una maturità di segno forte e interessante, esaltata nell’ultima tappa, dove affida la sua ricerca registica (per coraggio e non per debolezza) a un gruppo di attori maturi e talentuosi. Lidi ha proposto un grande classico, scegliendo Spettri di Ibsen, e ha provato, forse per ‘sana incoscienza’, a piegarlo a una sua rilettura, a un suo punto di vista sorprendente e spiazzante; ma è proprio grazie alla pericolosità di questo spiazzamento, che sposta la visione su personaggi esemplari entrati nell’immaginario archetipico di tutto il teatro del Novecento, che vince il premio di produzione Biennale College – Teatro registi under 30».