Non solo i nudi di Helmut Newton a Venezia

VENEZIA – Helmut Newton alla Casa dei Tre Oci. Maestro del bianco e nero, raffinato e dettagliato, curato fino ai minimi particolari, Newton lo associa alla fotografia glamour e al nudo, che ha proposto per la prima volta in modo integrale negli anni ’80 a riviste come Vogue, Elle, Vanity Fair, GQ, Marie Claire, lavorando con le più famose griffe come Chanel, Versace, Bluemarine, Yves Saint Laurent e Dolce&Gabbana.

La mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes raccoglie le immagini di tre fondamentali periodi dell’artista consacrati con tre volumi stampati in tutto il mondo.

White Women

Helmut Newton propone per la prima volta nudo radicale ed erotismo nella moda ispirandosi ai grandi pittori del novecento, tra cui Goya con la sua Maya desnuda e Maya vestidaUn linguaggio forte quanto innovativo che colpisce in modo profondo e che la moda ha fatto suo. Se da una parte molti sono stati gli eredi di Newton, dall’altra lo stile di Helmut Newton rimane ancora unico e inimitabile.

Sleepless Night

La moda diventa reportage, inventando luoghi e storie, uscendo dallo studio fotografico e curando sfondi e scenografie come a girare dei veri e propri film. Newton introduce manichini che fonde con le modelle in carne e ossa, rendendo le atmosfere ancora più surreali e coinvolgenti.

Big Nudes

49 nudi in gigantografie della figura umana. Le modelle diventano sculture, scolpite da un eccezionale bianco e nero ad altissima definizione scattato con macchina medio formato (tipicamente usata nel mondo della moda). Le foto hanno un immediato successo al punto che vengono acquiste subito dalle più importante collezioni dei più famosi musei internazionali.

La mostra di Venezia non è solo un grande tributo a uno dei più importanti protagonisti della fotografia del ‘900 di moda, ma anche una riflessione sulla genialità di un grande artista che ha saputo reinterpretare il nudo per esprimere stile ed eleganza, anche se visitando la mostra lo spettatore viene inevitabilmente trasformato in voyeur.