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INTERVISTA AD ALBERTO TOSO FEILo scrittore delle leggende veneziane parla delle sue operedi Elisa Modolo Alberto Toso Fei, muranese, discende da una delle famiglie di vetrai dell’isola.
E’ giornalista professionista, collabora con giornali e televisioni di area veneta.
E’ direttore editoriale della rivista internazionale "Vetro", edita a Murano.
Tre sono i libri da lui realizzati finora, tutti incentrati sulla realtà lagunare: "Leggende veneziane e storie di Fantasmi" (2000), "Veneziaenigma" (2004) e "Misteri della Laguna e racconti di Streghe" (2005), edizioni ELZEVIRO.
Innanzitutto, come è nato il suo interesse per le leggende veneziane? Non c’è un vero momento di inizio, è nato progressivamente. Mi sono accorto di essere portatore di storie, leggende che colpiscono l’immaginario e che conoscevo fin da bambino grazie al racconto dei nonni. Non trovando notizie sulle storie della mia infanzia, ho deciso di raccoglierle io stesso, in quanto mi sentivo uno degli ultimi depositari di questo sapere. All’inizio non si trattava di un lavoro volto a fini editoriali, mi interessava soprattutto la salvaguardia di una parte del nostro patrimonio che correva il rischio di andare perduta. Perché ha deciso di organizzare le storie raccolte sotto forma di guida? Perché mi sono accorto che alle storie corrispondono i luoghi. Venezia, al contrario di altre città, consente ancora di legare le storie ai luoghi dove essi si svolsero, creando uno stretto legame con le narrazioni.
All’inizio ho inanellato le storie una dopo l’altra così come le ricordavo, poi ho iniziato un lavoro di perfezionamento, ricerca, ricostruzione. In alcuni casi ho attinto dai fatti di cronaca che hanno dato luogo alle leggende (alcune storie –specie quelle del secolo scorso- nascono da fatti storici ben definiti e poi vengono trasformate dall’immaginario collettivo), in altri ho operato una ricostruzione filologica attraverso la comparazione di testi di tradizione veneta o addirittura europea. Ci sono correlazioni tra le leggende veneziane e quelle europee? Alcune storie di Venezia hanno una base in comune con la tradizione veneta, italiana e anche europea, come fossero vecchie “leggende metropolitane” di epoca medievale che viaggiano attraverso i luoghi e si insediano poi negli ambienti più adatti.
Parlo di una trilogia perché i 3 libri sono un perfezionamento del lavoro iniziato col primo. Nel primo (LEGGENDE VENEZIANE E STORIE DI FANTASMI), infatti, mi sono affidato principalmente alla tradizione orale, attraverso le interviste ad anziani, le analisi comparative, gli articoli di giornale. Ho impiegato 9 anni per questa prima opera, poiché all’inizio non pensavo di darla alle stampe. Poi le persone hanno iniziato a cercarmi per raccontarmi nuove storie della tradizione orale, che ho raccolto aggiungendovi anche un corpus bibliografico.
Si, attraverso una ricerca bibliografica serratissima mi sono procurato un ampio materiale che è confluito in VENEZIAENIGMA –realizzato in 4 anni- e poi in MISTERI DELLA LAGUNA E RACCONTI DI STREGHE –realizzato in 2 anni, poiché avevo già pronta la documentazione di base. Si è trattato di una ricerca quotidiana nelle principali biblioteche della città per raccogliere curiosità, enigmi, aneddoti legati a personaggi, architetture, usi tipici. -Lo considera quindi un lavoro completo? Si, perché i 3 libri assieme costituiscono un’ “antologia del mistero” a Venezia, cominciando da un grosso nucleo di tradizione orale, per terminare con un’imponente tradizione bibliografica, in un processo di ricerca che mi ha tenuto impegnato per ben 15 anni. MISTERI DELLA LAGUNA E RACCONTI DI STREGHE è il naturale completamento del lavoro delle prime due opere. Si tratta infatti di un recupero della storia e delle curiosità condotto isola per isola. Anche questo è importante, perché, per esempio, su Chioggia non esisteva un testo che parlasse delle sue leggende, dei suoi misteri –principalmente storie di pescatori e culto dei morti- di cui l’isola abbonda. -Dove pensa di dirigere la sua attenzione in futuro? Ci sarà qualcos’altro su Venezia, ho in mente un estratto dai libri che riguardi singole zone della città. Poi sto pensando a una serie di racconti di investigazione dei misteri veneziani. Il protagonista sarà un personaggio che, grazie alla sua curiosità e alla conoscenza di Venezia, si imbatte in antichi misteri legati alle leggende più famose del mondo moderno (ad esempio Atlantide, il Sacro Graal...) cui giunge attraverso indizi provenienti da fatti di cronaca. Naturalmente alla fine risolverà i misteri. -Opere sempre legate in qualche modo alla realtà veneziana? Si, come anche il romanzo storico che ho in programma, in cui narro la storia straordinaria di 6 maestri vetrai di Murano che nel 1621 si recarono in America a James Town. Ho trovato riscontri di questa vicenda sia a Venezia che negli Stati Uniti, attraverso associazioni storiche e biblioteche. E’ di grande interesse storico, perché mostra che i veneziani sono stati tra i primissimi italiani a sbarcare in America dopo Cristoforo Colombo, addirittura a 10 mesi di distanza dall’arrivo del May Flower, momento di fondazione dell’America per antonomasia. Essi scappano da Venezia e vengono chiamati nel Nuovo Mondo per aprire una fabbrica di perle da usare come merce di scambio con gli indiani. D’altra parte operano nella città di James Town, dove 9 anni prima c’era stato il matrimonio di Pocahontas! E’ importante, comunque, il fatto che, ai primordi della nazione americana, erano presenti anche dei veneziani, in specifico dei muranesi.
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