VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
"LE BAND SI SCIOLGONO" DI LUCA CARBONIA cinque anni dall’ultimo album d’inediti, torna a farsi sentire Luca Carbonidi Viviana Toia “Le band si sciolgono”, uscito sul mercato il 29 settembre, preceduto dal primo singolo “Malinconia”, ha avuto un immediato successo, riuscendo ad ottenere il primato di album più scaricato dagli utenti di i-Tunes nelle prime settimane di ottobre.
In contemporanea è uscita anche una limited edition dell’album, che oltre alle canzoni contiene un dvd con i videoclip di tre brani (“Malinconia”, “Sto Pensando” e “La Mia Isola”). È una trilogia ispirata al tema del viaggio, realizzata da Marco Pavone e ispirata alle avventure di Hugo Pratt, ma con una dimensione più personale.
Il cantautore bolognese nel suo nuovo lavoro vanta collaborazioni eccellenti, del calibro di Pino Daniele, Gaetano Curreri degli Stadio e Tiziano Ferro. Il disco, registrato a Bologna presso il Lahome studio e negli studi di Fonoprint, è stato prodotto e arrangiato al computer dallo stesso Carboni, che ha dichiarato di aver sentito la necessità di realizzare un album senza mediazioni artistiche, quasi “come uno scrittore quando scrive il suo romanzo”. Il sound dell’album è decisamente più elettronico rispetto al precedente, “LU.CA”, caratterizzato da sonorità semi-acustiche, i testi sono più intimisti e riflessivi, anche se non mancano le forti e ironiche critiche sociali di un Carboni vecchio stile. L’album si presenta come un continuum, caratterizzato da un tema, che è quello del cambiamento, della trasformazione e aldilà delle apparenze, trasmette un messaggio di forte speranza, il tempo che passa, e le cose positive da cogliere nei momenti negativi della vita. In “Malinconia”, il primo singolo estratto dall’album, abbiamo la descrizione di questo sentimento, che il cantautore descrive, quasi come un pittore, come apparentemente negativo (d’altronde Carboni afferma di aver trovato ispirazione per i suoi lavori più creativi proprio dalla malinconia). In questo pezzo, coraggioso come scelta di lancio, ritroviamo la voce delicata ma allo stesso tempo grintosa tipica di Carboni. Uno dei pezzi più interessanti è indubbiamente “Pensieri al tramonto”, in cui emerge un suono decisamente atipico per Carboni. La canzone ispirata alle poesie di George Heym, vede un insolito duetto con Tiziano Ferro. È il pezzo in cui si fanno più sentite le sonorità anni ottanta, e la voce di Ferro oltre a rafforzare i concetti espressi dalla canzone, si presta molto bene al gioco di botta e risposta, le due voci entrano a volte quasi in simbiosi fino a fondersi totalmente. “Lampo di vita”, realizzata con la collaborazione di Gaetano Curreri degli Stadio, è decisamente più carboniano come pezzo, sia come suoni, che come testo. A dare intensità alla latineggiante “La mia isola”, il brano che chiude l’album, troviamo la chitarra di Pino Daniele, che suona la parte iniziale, gli arpeggi tra le strofe e il pezzo finale. Questo brano, che descrive un viaggio tra il simbolico ed il reale, è stato dedicato da Carboni all’Isola d’Elba, da sempre luogo di rifugio per il cantautore. “Le Band”, la canzone più ironica e graffiante dell’album, è caratterizzata da un ritmo allegro e divertente che smorza le pungenti critiche alla società di massa. Carboni presenta un lavoro innovativo ma al contempo fedele alla sua natura, conferma, infatti, la vena malinconica e nostalgica ma allo stesso tempo grintosa. Buona la scelta dell’elettronica che smorza la lentezza dell’album. Il cantautore bolognese dimostra ancora una volta di essere un grande poeta della musica italiana. TRACKLIST “LE BAND SI SCIOLGONO” 1. SEGNI DEL TEMPO 2. LAMPO DI VITA 3. STO PENSANDO 4. …LE BAND SI SCIOLGONO 5. MALINCONIA 6. E’ CADUTA UNA STELLA 7. PENSIERI AL TRAMONTO 8. CI SI DIMENTICA 9. LA MIA ISOLA TESTO DI “LE BAND” E gli anni passano gli amori finiscono Le band si sciolgono senza un perché I clacson suonano le stronzate piacciono Le stesse cose ci annoiano senza un perché Le facce cambiano le tette si gonfiano Altre cose spariscono senza un perché Le religioni dividono e i dolci ingrassano I fantasisti non giocano senza un perché E nascono canzoni tristi che un po’ ci piacciono senza un perché E nascono canzoni tristi che un po’ ci fan cantare e ridere senza un perché I ragazzi sognano chissà che cosa si dicono senza un perché I grandi non giocano senza un perché Le bombe cadono gli arbitri sbagliano I ghiacciai si sciolgono senza un perché Le lacrime salgono fino agli occhi e poi scendono Da dove vengono nessuno lo sa E nascono canzoni tristi che un po’ ci piacciono senza un perché Esplodono canzoni tristi che un po’ ci scaldano senza un perché Si suonano canzoni tristi che un po’ ci fan cantare e ridere senza un perché E gli anni passano gli amori finiscono Le band si sciolgono senza un perchè
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2010 Creative Commons |





