52 primavere suonate, da tre anni occupazione provvisoria come clown, una moglie che lo disprezza, un figlio che lo ignora, più debiti della Grecia, l’ex impiegato Egidio Tommasoni – licenziato in tronco per trasferimento azienda e perché non è stato abbastanza “leccaculo” – è un uomo incattivito da una società senza scrupoli che non ha spazio per lui.
La sua vita è tenuta su da un elastico come il naso rosso che mette girando di festa di compleanno per festa di compleanno per animare antipatici bambini urlanti. E tutto questo per poche “palanche”.
Mentre gira per Genova, con un impermeabile indosso per coprire i colorati vestiti del mestiere, ma sempre nella speranza di trovare un lavoro, il signor Tommasoni si rivolge ai lettori con piglio acido, criticando un sistema che stritola non solo quelli della sua generazione umiliati senza ritegno, ma anche i giovani che non solo non hanno un futuro, ma non riescono a costruirsi nemmeno un passato.

Nelle Opinioni di un clown di Heinrich Böll, il clown è il personaggio più serio, una maschera di autenticità che smaschera l’insincerità morale della gente.
Il clown di Lorenzo Beccati incede per il mondo con un cinismo tagliente.
Un romanzo breve e preciso nel suo farsi sguardo intransigente sulla società moderna: Opinioni di un altro clown ha la faccia tosta di guardare dall’alto in basso l’umanità attraverso le idiosincrasie del protagonista. Ma la cattiveria non è solo il prodotto dell’esubero di cui l’ex impiegato Egidio Tommasoni è stato vittima; qui non si salva nessuno, sono tutti ingranaggi mostruosi resi sadici dal sistema.
E con questo incedere serrato espresso attraverso un’ironia feroce, talvolta esasperata, che non fa sconti, il lettore arriva a un finale perfetto nel suo essere grottesco. Lorenzo Beccati noto soprattutto agli appassionati di thriller, stupisce, e fa centro con Opinioni di un altro clown. 

Lorenzo Beccati, Opinioni di un altro clown, Cairo Publishing, pp 143, € 13