“Pariente (The Guilty Man)” di Ivan D. Gaona

 

In una sperduta regione della Colombia, Wellington ha appena scoperto che la ragazza di cui è innamorato, la graziosa Mariana, sta per sposare il cugino Renè. Deciso a conquistare la sua prediletta, il protagonista nutre dei dubbi sulle modalità con cui il suo rivale in amore si sta procurando i soldi necessari per il matrimonio. Indagando su Renè e alcuni furti, Wellington si ritrova al centro di una vicenda ben più pericolosa: da qualche tempo, infatti, una serie di morti sospette getta una luce sinistra su ciò che sta silenziosamente avvenendo nella zona.

Selezionato tra i film presentati alle Giornate degli Autori della 73. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, “Pariente” è l’opera prima del giovane regista Ivan Gaona, insignito del Premio Macondo – l’oscar del cinema colombiano – per il cortometraggio “Los retrados” (2012).

La struttura del film è basata su un duplice binario narrativo: il primo è rappresentato dalla vicenda sentimentale che coinvolge Wellington, Mariana e Renè; il secondo riguarda alcune allarmanti sparizioni, dietro le quali potrebbe celarsi l’azione di un violento gruppo di paramilitari. Il primo lungometraggio di Gaona ha il proprio punto di forza nell’equilibrio tra le componenti del film e nella potenza espressiva ed estetica attribuita alla scena in cui le due prospettive narrative si incontrano.

E’ infatti di rara intensità la sequenza nella quale il protagonista, dopo un violento e prolungato scontro fisico con il cugino, si imbatte nel cadavere di un suo amico e, pochi istanti dopo, nel misterioso assassino.

Da segnalare le ricercate incursioni musicali che accompagnano lo svolgersi delle vicende. Dalle obsolete radio con audiocassette di cui sono dotati i personaggi provengono sonorità che si sposano alla perfezione con le atmosfere visive create dal regista e che conferiscono ulteriore armoniosità e scorrevolezza ad un film complessivamente piacevole.