Il Primo Maggio della musica che sta per succedere convince

È stato un concerto all’insegna della musica che “sta per succedere”, vero motto dell’edizione. In cui denominatore comune sono state le canzoni nuove, quelle degli artisti che cavalcano le classifiche, ma che ancora faticano a trovare un loro spazio negli ambienti “mainstream”. L’indie italiano: molto romano, con Gazzelle, Galeffi. Ma non solo, con i milanesi Canova. Tanto Sanremo, con Ermal Meta, fresco vincitore del Festival, pochi giorni fa al Forum di Assago e a breve all’Eurovision Song Contest per rappresentare l’Italia in coppia con Fabrizio Moro. E poi Lo Stato Sociale, con Lodo Guenzi – frontman del gruppo rivelazione del 2018 – nella doppia veste di cantante e conduttore (insieme ad Ambra Angiolini).
Una Piazza San Giovanni non gremita, abitata soprattutto da giovanissimi, ha tenuto duro lungo tutto il pomeriggio. E alla fine anche il tempo è stato clemente, risparmiando la città dalla pioggia promessa per l’intera giornata.
Tornando alla line-up, grande attenzione è stata dedicata ai “trapper”, esponenti del genere che va per la maggiore ultimamente. Un nome su tutti, quello di Sfera Ebbasta che, armato di occhiali scuri e “lacrima finta”, ha fatto ballare tutta Piazza San Giovanni al ritmo di una musica incomprensibile agli over 16.
Per il pubblico più maturo non sono mancate le proposte: Max Gazzè, con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, che ha cantato alcuni brani tratti da Alchemaya (e non solo), la sua opera sinfonica da cui anche La leggenda di Cristalda e Pizzomunno, ascoltata nell’ultimo Festival di Sanremo. E poi Gianna Nannini, implacabile nonostante il tutore a una gamba: seduta sul trono, da vera regina del rock made in Italy.
Tra i “momenti indimenticabili”, l’esibizione delle Vibrazioni, con i ritornelli di Dedicato a te e, soprattutto, Vieni da me cantati a squarciagola da schiere di trentenni che da anni speravano in questa reunion. 
E poi Carmen Consoli che, dopo aver esordito con il classico Amore di plastica, ha fatto un salto nella contemporaneità, con il suo ultimo disco di vecchie canzoni riarrangiate per “orchestrina”, con l’aggiunta di due inediti.
Altri nomi sparsi: I Ministri (del rock: sempre potenti), Willie Peyote (tra le più belle sorprese della giornata), Cosmo (l’electro pop raffinato, made in Italy). A chiudere, Fatboy Slim: l’electropop mondiale, elevato ai massimi livelli.