The Americans, serie televisiva prodotta da Joseph Weisberg, sei stagioni in onda dal 2013 su FX, è di sicuro uno dei prodotti di maggior qualità più sottovalutati di tutti i tempi. Narra le vicende di due spie russe, tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli ’80, a Washington; due americani modello, con due figli e un’attività commerciale, vivono sul filo del rasoio di una spietata guerra fredda. Una serie tv di incredibile profondità drammatica, che impeccabilmente ha ricostruito atmosfere, giochi di potere e, attraverso flashback, l’addestramento inumano che i due protagonisti hanno affrontato quando erano ancora in Russia.

E poi siamo andati a vedere Red Sparrow. Tratto dal romanzo Nome in codice: Diva scritto da Jason Matthews, la trasposizione sul grande schermo è stata affidata prima a Darren Aronofsky poi a David Fincher e infine al regista degli Hunger Games, Francis Lawrence. Dominika Egorova (Jennifer Lawrence) è la prima ballerina del Bolshoi. Un brutto incidente l’allontana dal palcoscenico, mettendola in seria difficoltà finanziaria; così lo zio (Matthias Schoenaerts), uomo di punta del KGB, le procura un incarico. Dominika si fa notare per spirito di intraprendenza e viene arruolata – non ha alternative se vuole salva la pelle e un tetto sulla testa per sua madre (Joely Richardson) malata – nella “scuola” dei “red sparrow“, frequentata per lo più da giovani, ex militari, tutti istruiti a usare le loro abilità di seduzione per ottenere ciò che vogliono dal nemico, e gestita da una direttrice glaciale (Charlotte Rampling).

Compie il suo addestramento senza piegarsi e viene mandata subito in missione. Dovrà sedurre e raccogliere informazioni da un agente americano della Cia (Joel Edgerton).
Red Sparrow è un film faticoso, approssimativo e di una lentezza ingiustificabile.


C’è un’innegabile dissonanza tra quello che ci si aspetta dalla storia e dalle modalità con cui viene raccontata. Il regista, con la sceneggiatura di Justin Haythe, tenta costantemente di superare limiti senza riuscirci perché, ogni volta che sta per fare un salto, si blocca e così i colpi di scena vengono smascherati con un certo anticipo da un pubblico meno sgamato. Ci sono tante cose che non tornano. Ambientato ai nostri giorni, ci sono cellulari, computer di ultima generazione e i file segreti vengono scambiati con floppy disk. Floppy disk.
E in questo suo incespicare, il regista non è aiutato dalla Lawrence che vuole fare tanto e troppo Atomic Blonde, fallendo in ogni espressione seduttiva.

John le Carré, ha lavorato per l’intelligence britannica così come John Buchan, Graham Greene, Somerset Maugham e Ian Fleming hanno lavorato come ufficiali dei servizi segreti nella prima metà del XX secolo; più recentemente, Stella Rimington, la direttrice dell’MI5 dal 1992 al 1996 ha pubblicato una serie di romanzi di grande successo. Il poco più che trentenne Jason Matthews, l’autore del romanzo da cui è tratto questo film, sarebbe un veterano della CIA, ma quello che ne viene fuori è una storiaccia d’amore e spionaggio all’acqua di rosa che sta facendo scalpore solo perché si vedono parti del corpo nudo della protagonista. 

 

Titolo originale: Red Sparrow
Nazione: U.S.A.
Anno: 2018
Genere: Thriller
Durata: 139′
Regia: Francis Lawrence
Cast: Jennifer Lawrence, Joel Edgerton, Mary-Louise Parker, Jeremy Irons, Ciarán Hinds, Matthias Schoenaerts, Charlotte Rampling, Joely Richardson
Produzione: Chernin Entertainment, Film Rites, Soundtrack New York
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 01 Marzo 2018 (cinema)