Andy Serkis esordisce alla regia con una storia d’amore, tenacia e coraggio, ispirata dalla vita di Robin e Diana Cavendish, genitori del produttore Jonathan Cavendish.

Andrew Garfield è l’affascinante, carismatico e avventuroso Robin Cavendish, che nel 1957 incontra Diana Blacker (Claire Foy, The Crown) e si trasferisce in Kenya dove lavora come intermediario nel commercio del tè. Dopo pochi mesi di intensa felicità, e a soli 28 anni, Robin viene colpito dalla poliomielite, che lo lascia completamente paralizzato dal collo in giù, in grado di respirare solo attraverso un respiratore artificiale.

Diana è determinata a non cedere a un destino predestinato (“tra due settimane sarà morto“; “nessuno può vivere così fuori da un ospedale” ) e ad aiutare Robin non  semplicemente a “sopravvivere, ma vivere davvero“. Contro il parere di tutto il personale medico, Robin viene portato via dall’ospedale e, una volta a casa, Diana coinvolge l’amico e  inventore Teddy Hall (Hugh Bonneville) per mettere a punto una sedia a rotelle collegata a un respiratore artificiale (in seguito nota come ‘Sedia Cavendish’), che permette al malato di non restare confinato a letto.

Una sfida vinta, ma per Robin non è abbastanza. Sempre sostenuto e affiancato da Diana, diventa instancabile pioniere della difesa dei diritti delle persone disabili con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone paralizzate.  Diana e Robin viaggeranno in un vecchio furgone adattato per il trasporto della sedia, parteciperanno a conferenze, saliranno su aerei (e ricordiamolo, erano gli anni Sessanta…), sempre  accompagnando il loro impegno con un incredibile dose di umorismo e coraggio, vivendo ogni respiro di Robin come se fosse l’ultimo: due spiriti indomabili, uniti da un amore profondo, capaci di lottare duramente conro le avversità, ma anche di sorridere e di far sorridere coloro che li circondano.

L’esordio alla regia del pluripremiato attore britannico Andy Serkis, su una sceneggiatura del premio Oscar William Nicholson (Il Gladiatore, Shadowlands) è un film toccante e commovente, che tratta il tema della disabilità con grande delicatezza, concentrandosi sugli aspetti positivi di questa notevole storia: sul rapporto tra Robin e Diana, sulla loro complicità, sul loro essere stati per tutta la vita innovatori e combattenti,  un esempio da seguire e a cui guardare, soprattutto per le molte persone dipendenti dalla ventilazione assistita, i responauts (“respinauti”).

Sullo schermo Andrew Garfield e Claire Foy fanno un eccellente lavoro e sono in perfetta sintonia. Garfield recita per quasi tutto il film solo con lo sguardo e parlando con i ritmi imposti dal respiratore artificiale (per questo senz’altro interessante la versione in lingua originale) in una interpretazione che ha richiesto una ferrea disciplina durante le sei settimane di lavorazione. La Foy è brillante e determinata come è la vera Diana (oggi novantenne), con cui l’attrice è stata in contatto per tutta la lavorazione del film, complice anche il produttore Jonathan Cavendish, che di questo film è stato l’artefice.

Titolo originale: Breathe
Regia: Andy Serkis
Nazione: Regno Unito
Anno 2017
Durata: 114′
Interpreti: Andrew Garfield, Claire Foy, Tom Hollander, Ed Speleers, David Butler, Ben Lloyd-Hughes, Miranda Raison, Hugh Bonneville
Sito ufficiale: www.bleeckerstreetmedia.com/breathe
Sito Italiano: http://www.ognituorespiro.it/
Produzione: Imaginarium
Distribuzione: Bim Distribuzione
Uscita: 16 novembre (cinema)