I numeri parlano chiaro: grande affluenza di pubblico per questa 56ª edizione del Salone del Mobile di Milano, più di 343mila presenze in sei giorni nell’area della Fiera a Rho mentre a Milano le zone di Brera e Tortona sono state invase dalla folla accorsa a scoprire il Fuorisalone.

Tantissimi eventi ovunque e pubblico internazionale. Durante la biennale dedicata a Euroluce e Workplace 3.0 si festeggiavano anche i venti anni del SaloneSatellite, piattaforma di lancio per molti giovani designer, la cui celebrazione proseguirà con una mostra alla Fabbrica del Vapore.

Oltre 2mila espositori, tuttavia il moltiplicarsi di stand e aziende per questa edizione del Salone del Mobile non rivela incredibili innovazioni, anzi, i prodotti esposti sembrano tutti parlare la stessa lingua. È vero che il visitatore avverte una maggiore cura per i materiali, ma forme soft e colori tenui compaiono ad ogni angolo tanto che a volte si ha l’impressione di trovarsi all’interno dello stesso grande magazzino.

Nei padiglioni trionfano colori pastello e aree dedicate all’outdoor, mentre diversi stand presentano un’area food, forse un ricordo dell’expo dell’anno precedente. Tanti spazi sono progettati per la condivisione, una sorta di nuovo mantra collettivo che include la cena tra amici così come le riunioni di lavoro. Si avverte anche la necessità di spazi per rilassarsi perché, come è evidente dal progetto “A joyful sense at work”, l’uomo contemporaneo soffre di stress cronico.

La questione principale e cioè il futuro del design non ottiene una risposta esaustiva, le proposte sembrano indicare il conformismo rispetto all’originalità. All’interno del Salone c’è anche un’area che fa un passo indietro in un fastoso passato, è la sezione classico che con i suoi mobili in stile Impero attira una parte di pubblico, soprattutto straniero. Forse l’area che conquista maggiormente i visitatori è il settore illuminazione, lo spazio Euroluce offre una maggiore diversificazione di prodotti e di idee. Giudizio positivo anche per la mostra “DeLightFul. Essential spaces” – realizzata da Ciarmoli Queda Studio – che presenta la creatività al servizio del quotidiano. Il breve percorso espone oggetti cult realizzati da aziende come Kartell, Zanotta, Magis, Flos… creando un gioco di luci colorate e spazi fluidi che convergono in un piccolo cinema. Il pubblico infine assiste alla proiezione del nuovo corto di Matteo Garrone, un sogno in cui i muri delle case scompaiono e le famiglie trascorrono la loro vita in un ambiente naturale reso insolito dalla presenza degli stessi mobili visti in esposizione. Questo piccolo spazio rappresenta un “sacro” momento di riposo all’interno della marea di eventi che circondano l’ospite della fiera, un luogo che suggerisce una visione del futuro grazie a un diverso punto di vista.